43 anni compiuti e nessuna intenzione di appendere i guantoni al chiodo. Anzi. Gigi Buffon è fatto così: la recente vittoria in Coppa Italia, ultimo titolo dei suoi straordinari vent’anni in bianconero, ha probabilmente fatto scattare in lui la voglia di continuare a giocare. Magari accettando anche una nuova sfida, lottando per obiettivi diversi e con nuovi stimoli. Offerte ne sono arrivate parecchie, parola di Gigi, che al termine della finale di Coppa si è detto tentato da un’offerta ‘folle e ambiziosa’, di quelle che piacciono a lui:

Ultimamente mi è arrivato il messaggio di un dirigente di una società che quanto a follia e ambizione potrebbe superarmi. E a me piace questo



Nel futuro c’è il Monza?

Chi si nasconde dietro il messaggio inviato a SuperGigi? Secondo i rumors di radio-mercato, il mittente della proposta potrebbe essere un grande romantico del calcio come Adriano Galliani, architetto del Monza che ha sfiorato la promozione in serie A e già al lavoro per ricostruire un gruppo vincente in vista della prossima stagione. E come non pensare a Buffon per impreziosire e dare slancio ad un nuovo (ambizioso) progetto? L’ipotesi al vaglio del Monza è affidare a Buffon non solo la porta, ma anche le chiavi dello spogliatoio biancorosso: l’ex numero uno azzurro potrebbe ricoprire l’incarico di giocatore e team manager della squadra brianzola, trasmettendo la sua mentalità vincente ai calciatori più giovani.



Quell’anno in serie B…

Buffon, peraltro, conosce già la serie B per aver giocato (e vinto) il campionato 2006/07 con i bianconeri. Un anno decisamente particolare per il numero uno azzurro, che scelse di seguire il destino della Vecchia Signora anche in serie cadetta, rivendicando peraltro la sua scelta in più occasioni:

La decisione di restare in Serie B? In mezzo a un mondo di parole, quella è stata un’occasione per dare un segnale forte a tutti i ragazzi che hanno questa passione. E questo tipo di segnale lo puoi dare solo se tu sei il primo a rinunciare a qualcosa di importante e in quel momento lì io stavo rinunciando a molto: avevo 28 anni ed ero nel pieno della mia carriera. Avevo appena vinto il Mondiale e mi stavo giocando il Pallone d’Oro: se avessi preso un’altra decisione sarebbero cambiate molte cose. Però in quel momento avevo la certezza che comportandomi bene, con generosità verso gli altri, la vita mi avrebbe restituito tutto.