Sembra quasi che riparta sottotraccia, perché in questo momento in cui abbiamo chiuso i discorsi per il titolo tedesco, ci siamo immersi di nuovo nello spettacolo della Liga e abbiamo anche riallacciato i fili del nostro calcio vivendo subito il rush per la conquista della Coppa Italia e preparandoci alla bagarre della ripartenza della Serie A, il ritorno della Premier League fatica a prendere le prime pagine. Però stasera anche il calcio inglese riaprirà i propri giochi, e di cose da vedere ce ne saranno parecchie.

Certo, la Premier sarà lo scenario che più risentirà dell’assenza di pubblico visto che l’atmosfera ineguagliabile degli stadi inglesi e la fusione costante fra squadre e tifosi è il motivo per cui il football di Sua Maestà è diventato il più ricco e amato del mondo. In più, quello inglese è il torneo meno incerto per quanto riguarda l’assegnazione del titolo, che resta una formalità – per quanto gustosa – visto che il Liverpool aspetta da trent’anni di vincere un campionato che mai come in questa stagione è stato tiranneggiato e monopolizzato da una sola, fantastica squadra. Però nelle nove giornate che mancano (più la volata finale della Coppa d’Inghilterra) abbiamo una quantità industriale di temi da affrontare. Di conseguenza, ci sarà tantissimo da divertirsi.

Il Countdown del Liverpool

Per i Reds, campioni d’Europa, campioni del Mondo e ormai anche virtualmente campioni d’Inghilterra, è stato un periodo ancor più assurdo di quello che hanno vissuto gli altri. Perché il timore che tutto si fermasse e che non venisse assegnato un titolo su cui la fuoriserie di Klopp ha messo le mani fermamente da subito ha fatto pensare a una vera e propria maledizione. Sarebbe stato scioccante. Più dei traguardi mancati in volata, più dello scivolone di Gerrard nel 2014. Sarebbe stata un’ingiustizia. Ma non sarà così. Anzi arriverà presto il momento dei festeggiamenti, forse addirittura subito, dopo il derby con l’Everton. Dipende da un incastro di risultati, ma niente è in pericolo. Gli Scousers dovranno solo attendere qualche giorno e poi saranno campioni. 

La corsa all’Europa

Dietro di loro, invece, vivremo una corsa fantastica. La situazione più particolare è quella che vive il Manchester City, chiamato ad aprire le danze nel primo big match della stagione 2.0 e soprattutto atteso da una specie di limbo che può rivelarsi interessante e addirittura promettente: i Citizens sono distanti 25 punti (con una partita da recuperare) dal Liverpool capolista ma ne hanno anche 12 di margine da amministrare (sempre con il bonus di un colpo in più da sparare) rispetto al Manchester United quinto. Ciò vuol dire che Guardiola, fondamentalmente, ha di fronte a sé due mesi per preparare la roulette russa della Champions League, con tanti appuntamenti agonistici nei quali bilanciare, misurare e preparare al meglio la sua strepitosa rosa. Attenzione: quella che fin qui è apparsa per il Manchester City come una stagione grigia e addirittura sconcertante per le sentenze (da confermare) che l’hanno accompagnata, potrebbe all’improvviso spalancare orizzonti paradisiaci, soprattutto perché a pianificare questo particolarissimo scenario c’è la testa più incredibile che il pianeta calcio possa vantare.

Anche se non sarà una ripartenza totalmente rilassata per Guardiola, visto che comunque quelle che stanno dietro un minimo di pressione la portano. Soprattutto il Leicester bello, spavaldo e vincente di Brendan Rodgers, che con il capocannoniere Vardy, lo smagliante talento di Maddison e un sistema-squadra che interpreta perfettamente i dettami di un tecnico che in carriera ha sempre puntato sulla qualità, si è stagliato come la grande rivelazione di questa stagione: il 4-0 servito all’Aston Villa appena prima del lockdown ha dato alle Foxes un buon margine e ancora speranze di secondo posto, ma quel che conta davvero per la città delle Midlands che ha vissuto il più incredibile miracolo calcistico di questo secolo è di tornare a sentire la musichetta dei sogni. E se parliamo di pensieri in grande per il futuro, il Chelsea sta dicendo chiaramente di essere pronto a tornare: il progetto di Lampard intriga, i giovani crescono, Ziyech è un grandissimo colpo già piazzato e Werner dovrebbe seguirlo a ruota.

L’impressione è che i Blues saranno una protagonista arrembante della prossima stagione, ma per esserlo davvero dovranno qualificarsi alla Champions League e in questo senso lo scenario presenta almeno altre cinque pretendenti più o meno credibili alla quarta piazza, ma volendo anche alla quinta visto che rimane pendente la possibile esclusione del Manchester City e di conseguenza la possibilità di volare nell’Europa dei grandi anche per chi arriva al quinto posto. Dove al momento siede quell’ottovolante imprevedibile che si è rivelato essere il Manchester United di Solskjaer, squadra con carenze abbastanza evidenti ma che ha saputo crescere enormemente durante la stagione e si è fermata con una striscia positiva di undici risultati utili consecutivi.

I Red Devils hanno un distacco di tre punti da colmare rispetto al Chelsea, però – sperando ardentemente nell’esclusione dei cugini dalla prossima Champions – l’attenzione di Pogba e soci si sposta sulle quattro squadre che pressano: a meno due ci sono due outsider pericolosissime come il Wolverhampton (che più che una sorpresa è una splendida conferma) e l’incredibile Sheffield United, che ha una partita in più da giocare e che con la sua avanguardia può veramente scrivere una storia favolosa; scendendo di altri due punti si incontra il Tottenham di Mourinho che può aggrapparsi fondamentalmente solo ai calcoli matematici perché per il resto non ha mai dato l’impressione di poter essere brillante e continuo (anche se queste condizioni inedite lasciano spazio a qualsiasi evoluzione), e infine un altro punticino sotto si assesta l’Arsenal, che però vincendo il recupero con il Man City potrebbe mischiare ulteriormente le carte. Insomma: spettacolo puro e incertezza dilagante.

La lotta salvezza

Una mappa con contorni piuttosto indefiniti è anche quella che ci regala la zona rossa: fra il Brighton quindicesimo e il Norwich ventesimo ci sono 8 punti, quindi sei squadre che ballano in tondo vedendo solo tre sedie disponibili per salvare le terga. Se per i Canaries solo qualcosa di straordinariamente miracoloso potrebbe scrivere un epilogo felice, per le altre cinque tutto è possibile: l’Aston Villa è a due punti dalla salvezza ma parte avvantaggiata dalla possibilità di fare punti supplementari contro lo Sheffield United anche se si ritrova anche con il fardello di non poter fallire il recupero in programma stasera alle ore 19 per non vedere scemare l’importanza del bonus psicologico.

Totalmente imprevedibile invece la situazione per West Ham, Watford e Bornemouth (appaiate a quota 27) e lo stesso Brighton che ha due punti in più ma nessuna certezza ulteriore. Saranno nove giornate incandescenti. Anche in Inghilterra si riparte dopo che lo hanno fato in Germania, in Spagna e in Italia: il calcio è tornato a prendersi il suo mondo e a riempire di passione il nostro, ormai è tornato al gran completo con una ripartenza a mille all’ora e a massima intensità. Non ricordatelo però ai nostri cugini francesi. Loro no, loro non ripartono: sono costretti a guardare gli altri e a rimuginare sui propri errori.