Un sorriso contagioso, quello di Leonardo Spinazzola, che abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare nell’arco di un Campionato Europeo vissuto da assoluto protagonista, e che non è stato scalfito nemmeno dal terribile infortunio che lo ha estromesso dai giochi proprio sul più bello. Eppure proprio quel sorriso, in passato, ha creato più di qualche problema al terzino della Roma…



“Mi chiamavano Castoro”

Oggi il sorriso di Spinazzola campeggia sulle prime pagine di tutti i giornali, con tanto di Coppa dell’Europeo tra una mano e una stampella, ma ieri, il terzino della Roma subiva le prese in giro dei coetanei:

Quando ero piccolo mi prendevano un pochino in giro: mi chiamavano ‘castoro’ perché avevo i denti grandi all’infuori… Per me questo era abbastanza un complesso, mi ha ferito da piccolo perché ero alle medie e avevo 12 anni. Sì, mi arrabbiavo, però dopo crescendo penso che è la cosa più bella che ho questo sorriso e oggi ne vado orgoglioso



A novembre in gruppo?

Ma quando rientrerà il terzino campione d’Europa? I tifosi di Roma e Nazionale contano i minuti che li separano dal momento in cui il loro beniamino riprenderà confidenza con l’erba. Queste le previsioni di Spinazzola:

Mi auguro di rientrare in gruppo a novembre. Perché significa che va tutto alla grande, che io tra un tot corro, che esco fuori, prendo la palla e scatto dopo… Io eh, ho doti che devo allenare tanto

Lo aspettano i tifosi, ma anche il c.t. Mancini. Ed è proprio a lui che Spina rivolge un pensiero affettuoso:

Penso che il mister mi voglia tanto bene. Mi stuzzicava sempre con frasi come “non fare questo non fare quello…” E’ un bene quando un mister ti sta sempre addosso, significa che prova qualcosa no? E quello me l’ha fatto sempre capire ma anche prima dell’Europeo. Io mi sono sempre sentito parte di quella squadra e mi sono sempre sentito la stima che il mister aveva nei miei confronti