Non è Balotelli ad aver saltato gli allenamenti, è il Brescia che lo ha discriminato“. Parole e musica di Mino Raiola, procuratore di Supermario, che illustra la sua versione dei fatti circa la situazione del numero 45 delle Rondinelle, finito ai margini del progetto tecnico di Lopez e accusato pubblicamente dal Presidente Cellino.

Brescia messo in mora?

Secondo quanto riferisce ‘La Gazzetta dello Sport’ in edicola oggi, Balotelli attraverso i suoi avvocati ha chiesto il reintegro in gruppo per la terza volta e la messa in mora del club per lo stipendio di marzo, ad ora oggetto di trattativa tra calciatori e proprietà. La società dovrà provvedere al pagamento entro 20 giorni e lo stesso dovrà fare per tutti gli altri giocatori se non subentrerà un accordo. Riferisce Mattia Grassani, avvocato del club, che Supermario è l’unico calciatore di serie A ad aver compiuto una tale azione, quando i vari club sono al lavoro con i propri dipendenti per trovare una soluzione.

“Il Brescia lo discrimina!”

Al fianco di Mario Balotelli è rimasto dunque soltanto lo storico procuratore, l’unico a credere ancora nel suo talento. E l’unico a difenderlo ancora, nonostante gli screzi con il suo attuale club:

Lo stanno discriminando. Il Brescia lo fa allenare da solo alle 19. Normale che scriva le mail di diffida dopo le 20 quando torna a casa. Piuttosto a me risulta che il Brescia è l’unica società di Serie A che non ha ancora fatto fare il tampone a un proprio calciatore. Hanno discusso per settimane dei protocolli medici e ora si consente a una società di ignorarli solo per poter lasciare a casa un calciatore. Per colpire uno si mette a rischio tutta la squadra

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