In quell’abbraccio c’è tutto: la tensione per i calci di rigori, la gioia per il trionfo, l’emozione per aver chiuso un percorso iniziato tre anni fa tra mille dubbi e lo scetticismo generale. Ma c’è dell’altro, tanto altro. A partire dalla storia di un’amicizia vera, passata attraverso momenti difficili, su tutto la malattia che ha tormentato Vialli negli ultimi anni. E poi c’è un nota di rivincita personale a rendere il tutto ancora più romantico. Sì, perché se Wembley a Vialli e Mancini ha tolto la più grande gioia da calciatori (la Coppa dei Campioni persa con la Sampdoria) oggi – a distanza di quasi 30 anni- gli ha restituito una gioia immensa nelle vesti di capo delegazione e commissario tecnico della Nazionale italiana.



Insieme dal 1984

Vialli e Mancini sono grandi amici da 1984, quando il primo raggiunse il secondo tra le fila della Sampdoria per comporre una delle coppie d’attacco più celebri i tutti i tempi. I ‘Gemelli del Gol’, così venivano chiamati, hanno trascinato la Samp alla storia vittoria del Campionato 1991 e alla successiva finale di Coppa dei Campioni persa proprio a Wembley contro il Barcellona. Lo stessa Wembley che ieri sera, illuminando l’Arco con i colori della nostra bandiera, ha voluto restituirgli le lacrime di allora, regalandogli una notte di gioia purissima.

Quella tra me e Vialli è un’amicizia che va a di là di tutto, perché quella Samp era al di là di tutto: allora fummo sfortunati, ma ora abbiamo chiuso un cerchio

Più Rivincita di così…