La vita post Barça di Quique Setien non è più la stessa: l’ex tecnico blaugrana si porta ancora dietro gli incubi generati dalla sua avvilente esperienza sulla panchina del club catalano…

Club allo sfascio

Se l’avventura di Setien sulla panchina del Barça si è rivelata un fallimento, la colpa è anche di un club totalmente allo sbando da anni:

Sono perfettamente consapevole che la chiamata del Barcellona arriva perché non hanno nessun altro, ma di fronte ad una opportunità del genere è impossibile rinunciare. Però quello che ho trovato lì, non mi è mai capitato. E ho quarant’anni di calcio alle spalle. Il club soffre da molti anni, devi solo vederlo. Serviva una totale rigenerazione del club. E lo sapevano tutti, ma non c’era la capacità, nemmeno finanziaria, di fare nulla. Abbiamo perso il campionato post pandemia dopo che al Real hanno dato sei rigori. La sfida con il Bayern è stata equilibrata nei primi minuti, poi la squadra è crollata mentalmente. E però non mi hanno mai detto che non avrei continuato. Né nessuno mi ha detto ufficialmente che era stato licenziato. Non ho voglia di allenare. Forse mi dedicherò a una squadra giovanile del secondo anno, del campionato nazionale, preferisco fare l’assistente di un ragazzo che è lì come allenatore, per dargli una mano.

Pausa di riflessione

Le scorie della disastrosa esperienza blaugrana si ripercuotono ancora oggi sull’umore di Setien, che pare aver perso la voglia di tornare in panchina:

Ho avuto un momento di profonda riflessione sulle ultime esperienze che ho vissuto. Ci sono state alcune opportunità anche se non qui in Spagna. Ho deciso di non accettarle perché le squadre non mi hanno stimolato abbastanza. A un certo punto sono arrivato al punto di desiderare che non mi chiamassero.