Sta per finire, finalmente. E il soggetto è “lei”, nientepopodimeno che codesta, illogica, Pausa per la Nazionale. Ancora qualche partita qua e là in giro per il mondo e torneremo a ragionare sulla nostra succulenta serie A e sulle coppe che tanto ci fanno attizzare.

Ottime condizioni fisiche

Torna il campionato e torna l’Inter, chiamata al riscatto dopo un inizio di stagione che si è rivelato meno brillante del previsto. È vero, la classifica non è fin qui quella sperata, ma è altrettanto vero che siamo solo all’inizio.
Antonio Conte parla alla stampa inglese e ci fa sapere di avere tutta l’intenzione di stare a lungo alla guida dei nerazzurri, per farlo deve raggiungere gli obiettivi più o meno annunciati: la qualificazione agli ottavi di Champions League (non facile, ma neanche impossibile), oltre a un ruolo da assoluta protagonista nella corsa allo scudetto.
Ha bisogno di tutti, Antonio Conte: i giocatori che fino a qui hanno giocato spesso e volentieri, quelli che al contrario si sono visti poco. I primi si sono ben distinti anche in questi giorni: da Vidal (protagonista nel suo Cile), ad Hakimi (tra i più positivi col Marocco); da Barella e Bastoni (bravissimi in azzurro), fino a Lukaku (solito trascinatore nel Belgio). E poi Eriksen, a segno con la “sua” Danimarca e in cerca di spazio, ma anche tutti gli altri (e sono davvero tanti).

Elementi preziosi

Poi ci sono quelli che, invece, fino a qui si sono visti pochissimo. E quindi Radja Nainggolan. E quindi Stefano Sensi. Il primo è rimasto a Milano dopo un’estate “in bilico”: probabilmente avrebbe voluto tornare a Cagliari e ora deve convincere il suo allenatore di avere le qualità per essere protagonista anche in nerazzurro. Ce la può fare? Dipende solo ed esclusivamente da lui.
Diverso il discorso su Stefano Sensi: la migliore Inter targata Antonio Conte l’abbiamo vista proprio quando l’ex giocatore del Sassuolo era abile ed arruolabile, ovvero all’inizio della passata stagione. Quella squadra aveva tutto: carattere, fisicità, oltre a fantasia e imprevedibilità. Senza Sensi la squadra non si è smarrita ma, certo, ha perso parecchia brillantezza. Il ragazzo – via social – ha espresso tutto il suo disagio per i troppi mesi passati a guardare gli altri, quindi ha finalmente “alzato la voce” e si è detto pronto a dare il suo contributo. Lo aspetta il suo allenatore, lo aspettano i suoi compagni di squadra, soprattutto lo aspettano tutti i tifosi dell’Inter. Perché sì, è vero, la stagione è ancora lunga, ma è decisamente ora di portare il motore a regime.​