A Siviglia è un vero e proprio monumento, al pari della Torre de Oro, protagonista degli immancabili selfie dei turisti che affollano la città andalusa in ogni periodo dell’anno. Eppure Joaquín Sánchez Rodríguez, per tutti solo Joaquín, negli ultimi tempi si sente sempre più un pezzo da museo e sempre meno un calciatore, visti i soli 38 minuti che gli ha riservato l’allenatore del Betis nelle prime tre gare della Liga…



“Gioco meno del portiere di Holly e Benji!”

Piccolo spoiler: Joaquin non l’ha presa per niente bene. A dispetto dei 40 anni suonati (Joaquin è un classe ’81), l’esterno andaluso ha fatto una scelta si cuore nel voler chiudere la carriera con la maglia del suo amato Betis e, visto anche il rendimento delle ultime stagioni, vorrebbe un po’ più di spazio:

Ho come l’impressione che possa essere il mio ultimo anno, perchè finora sto giocando meno del portiere di riserva di Holly e Benji… E non voglio stare qui per non fare nulla. So che la carta di identità è quella che è, devo capire qual è il mio ruolo e puntare a dare qualcosa alla squadra da un altro anno di vista, Ma so di essere uno in più e personalmente da me stesso esigo sempre di essere il più importante possibile

Sentirsi ancora importante. E’ questa la sfida di Joaquin, che ha continuato così ai microfoni di El Pelotazo, trasmissione di Canal Sur Radio:

Se dovessi vedere che il mio apporto è poco o che passo in secondo piano potrei anche dire ‘ok, sono arrivato qui ma ora basta’. Però al momento attuale continuo ad arrabbiarmi quando non gioco, quindi cerco sempre di allenarmi ogni giorno per scendere in campo più tempo possibile, aiutare la squadra e sentirmi importante. Non sono contento di me stesso, perchè non sto facendo quello che desidero, ovvero giocare