Non più solo il popolarissimo liscio: dalle parti di Sassuolo, dall’estate del 2018, si balla anche il Flamenco. Ed è tutto merito del Milan e, in particolare, dei suoi attaccanti spagnoli: Jesus Suso e Samuel Castillejo, capaci di regalare al Mapei Stadium uno spettacolo di rara intensità ed eleganza, quasi seguendo il ritmo del popolare ballo andaluso

Il falso nueve

E dire che quella partita il Milan la giocava in totale emergenza: tanto che Gattuso, all’epoca allenatore rossonero, aveva dovuto mettere mano alla formazione inventandosi Samu Castillejo come centravanti del suo 4-3-3. Si trattava dell’ormai famoso ‘falso nueve’: un centravanti non di ruolo per non dare punti di riferimento alla difesa avversaria, cercando magari di favorire gli inserimenti degli esterni d’attacco. Sembrava la classica mossa della disperazione, e invece -oltre che una grande intuizione di Rino– era un altro chiaro indizio che sarebbero stati gli spagnoli a risolvere una gara assai complicata, contro un Sassuolo che -dopo 7 giornate- si proponeva come assoluta sorpresa dell’inizio di stagione.



E’ subito grande Milan

Ma il Milan c’era, eccome se c’era. Pronti via e Suso comincia subito a danzare sulla fascia colpendo una traversa dopo pochi minuti. La gara sembra stregata quando anche Kessie, splendidamente imbeccato da Çalhanoglu, scucchiaia un pallone che scavalca il portiere ma viene salvato sulla linea da un difensore avversario. Il Fort Apache del Sassuolo cede al minuto ’39 quando il solito Kessie chiude una splendida cavalcata palla al piede con un preciso diagonale che non lascia scampo al portiere. Si va negli spogliatoi sul risultato di 1-0 in favore dei rossoneri.



Vamos a bailar!

E’ però nella ripresa che si scatena il genio iberico degli attaccanti rossoneri. Suso sposta la palla, sceglie la sua mattonella e lascia partire un sinistro da fuori area che gira proprio sotto l’incrocio dei pali: è 2-0 dopo 5 minuti. Ma le Furia Rossa (anzi, rossonera!) che sta per abbattersi sui neroverdi è quella di Samu Castillejo: l’esterno spagnolo riceve palla da Çalhanoglu al limite dell’area, stoppa di destro e colpisce subito di sinistro. Un movimento rapido ed energico come un passo di flamenco: palla all’angolino e portiere battuto. Si tratta del primo gol in rossonero del biondo attaccante andaluso, arrivato al Milan in estate per chiudere il contenzioso Bacca con il Villarreal su precisa volontà di Paolo Maldini che, in sede di presentazione, disse di lui:

Chi sarà la sorpresa di questo Milan? Senza dubbio dico Castillejo: un giocatore veramente interessante per la sua personalità, il suo tipo di gioco e le sue caratteristiche.

Proprio così: un giocatore speciale capace di sfuggire alla classiche etichette. E, in quanto tale, altamente nocivo per le difese avversarie. Se n’è accorto, prima di tutti, il Sassuolo: dopo aver accorciato sul 3-1, i neroverdi subirono anche la quarta rete in pieno recupero con Suso, capace di infilare in porta una punizione respinta dalla barriera.



El fideo rossonero

Ma la gara tra Sassuolo e Milan dell’estate 2018 sarà ricordata soprattutto per la prima rete in rossonero di Samu Castillejo. In Spagna lo chiamavano El Fideo (letteralmente ‘lo spaghetto’) per via della sua corporatura esile e per quelle gambe lunghe e affusolate che Samu ha saputo trasformare nel suo punto di forza: elegante come un fenicottero rosa della Camargue quando saltella sulla fascia, lo spagnolo si è dimostrato una risorsa assai preziosa per l’attacco rossonero. Non è un caso che tutti gli allenatori passati di recente dalle parti di Milanello lo abbiano sempre tenuto in grande considerazione. E non potrebbe essere altrimenti, visto che Castillejo è “uno spettacolo di forza, estetica, stile, carisma e disciplina“. Proprio come il flamenco.