Terza notte in prigione per Ronaldinho, fermato ad Asuncion, in Paraguay, con l’accusa di detenzione di passaporto falso. Il Gaucho, arrestato insieme al fratello Roberto Assis,  è in cella dopo che le autorità giudiziarie del paese sudamericano hanno confermato la detenzione preventiva.

L’avvocato non ci sta

Una detenzione coatta, almeno a sentire l’avvocato del brasiliano, Sergio Queiroz, che ha già presentato istanza di scarcerazione:

Ronaldinho non ha commesso alcun crimine perché non sapeva che il passaporto in suo possesso fosse falso

Ancora dentro

Nel frattempo però, Dinho è ancora detenuto nel carcere della capitale sudamericana. Il passaporto dell’ex calciatore sia stato ritirato dal Governo brasiliano nel 2019 in seguito al mancato pagamento di una multa per il reato di danno ambientale.