Non è ancora arrivato (ufficialmente) al Milan, ma per Ralf Rangnick cominciano i primi guai. E i primi malintesi, se è vero che il responsabile sportivo del gruppo Red Bull dovrà subito fare i conti con un Paolo Maldini letteralmente furioso per le sue recenti dichiarazioni alla stampa tedesca in cui ammtteva candidamente la possibilità di un futuro in rossonero…

“Non ne sapevamo nulla”

Ma i motivi della divergenza tra Rangnick e Maldini affondano nel passato quando l’attuale direttore tecnico rossonero bollava come “non da Milan” il profilo del tecnico tedesco, smentendo un’eventuale trattativa per il suo ingaggio. Peccato che poi, come svelato successivamente da Boban, i contatti con Ragnick sarebbero stati intessuti direttamente dal Ceo Ivan Gazidis, che avrebbe già raggiunto un accordo di massima per la prossima stagione. “Non ne sapevamo nulla” il commento laconico e stizzito di Boban e Maldini.

“Rangnick impari il rispetto”

Sembrava questo l’ultimo capitolo della telenovela Milan e, invece, le dichiarazioni odierne di Paolo Maldini all’Ansa riaprono clamorosamente il caso. Il direttore tecnico rossonero punta apertamente il dito contro Rangnick, certificando così l’impossibilità di una già difficile coesistenza nell’asset dirigenziale del Milan 2020/21:

Rangnick parlando di un ruolo con pieni poteri gestionali sia dell’area sportiva che di quella tecnica, invade delle zone nelle quali lavorano dei professionisti con regolare contratto. Avrei dunque un consiglio per lui, prima di imparare l’italiano dovrebbe dare una ripassata ai concetti generali del rispetto, essendoci dei colleghi che, malgrado le tante difficoltà del momento, stanno cercando di finire la stagione in modo molto professionale, anteponendo il bene del Milan al proprio orgoglio professionale

Parole dure che, in qualche modo anticipano la resa dei conti in casa Milan. Ora la palla passa a Rangnick: il tecnico tedesco, già causa delle dimissioni di Boban, cancellerà anche l’ultima traccia del vecchio Milan?