C’è stato un anno in cui il Perugia ha sfiorato lo Scudetto. Era la stagione 1978/79 e i Grifoni di Ilario Castagner sono arrivati secondi in classifica dietro il Milan chiudendo il campionato da imbattuti.

Un cammino trionfale

Era un Perugia costruito per mantenere la categoria che militava per la quarta volta nella sua storia in serie A. Praticamente una matricola, che però già in estate aveva dato importanti segnali di crescita, ben figurando in Coppa Italia. L’esordio convincente in campionato contro il Lanerossi Vicenza (squadra rivelazione del campionato precedente) non fece altro che confermare le buone impressioni estive: il Perugia giocava con un modulo speciale, una specie di 1-3-2-3-1 con Frosio ‘ultimo uomo’ e Vannini, Speggiorin e Bagni pronti ad inserirsi dietro l’attaccante Casarsa.

La Vecchia Signora s’inchina

Neanche la Vecchia Signoria riuscì a fermare l’avanzata dei Grifoni, che vinsero 2-1 al Comunale di Torino con le reti di Speggiorin e Vannini mentre Nello Malizia sbarrava la porta agli attacchi di Bettega, Virdis e compagni. La Juventus non riuscì a passare neanche sl ritorno quando, allo stadio di Pian di Massiano, le squadre impattarono sullo 0-0.

Campionato da imbattuti

Undici vittorie, diciannove pareggi e nessuna sconfitta non bastarono comunque agli umbri per coronare il sogno Scudetto: i Grifoni, imbattuti, chiusero con 41 punti il proprio campionato, tre in meno del Milan campione d’Italia che in entrambe le occasioni gli umbri fermarono sull’1-1.

Quei sospetti in Coppa Uefa…

Con il secondo posto conquistato in campionato, il Grifo staccò il pass per l’allora Coppa Uefa, dove fu però subito eliminata (in maniera un po’ sospetta, secondo gli sportivi perugini) dall’Aris Salonicco. All’andata, in Grecia, l’arbitro belga Van Langhenove dapprima concesse un gol ai greci con la palla che non aveva varcato la linea di porta, poi annullò in pieno recupero il gol di Ceccarini che avrebbe regalato la vittoria agli umbri. Dopo l’1-1 maturato in Grecia, al ritorno al Renato Curi i greci si trasformarono dal punto di vista dell’intensità fisica, rifilando un clamoroso 0-3 agli uomini di Castagner che alimentò, per anni, sospetti per una condizione atletica particolarmente brillante