C’era un tempo, che oggi sembra lontano anni luce, in cui era il Milan ad accogliere i campioni in rotta con il Barça. Uno scenario oggi impossibile, ma che nei primi anni 2000 si riproponeva costantemente dalle parti di Milanello…

In principio fu Rivaldo

Ad inaugurare la ‘migrazione’ di campioni da Barcellona a Milano è stato Rivaldo, uno che in Spagna chiamavano l’Extraterrestre, che improvvisamente si svincolò dal Barcellona nell’estate del 2002: il Condor Galliani fiutò l’occasione e, nel giro di qualche giorno, perfezionò l’acquisto del brasiliano, fresco campione del mondo nei mondiali giapponesi. La stagione rossonera di Rivaldo non sarà indimenticabile, vista anche la tanta concorrenza per il ruolo di trequartista, eppure nel giro di pochi mesi riuscì a vincere una Champions League (la prima e unica della sua carriera), una Coppa Italia e una Supercoppa Europea. In rossonero non vestì la maglia numero 10 (già ‘occupata’ da Seedorf), ma scelse la numero 11.

Poi Ronaldinho

Il colpo da maestro di Silvio Berlusconi e Adriano Galliani fu però l’ingaggio di Ronaldinho, che sbarcò in rossonero nel 2008 per ‘appena’ 22 milioni di euro e un ingaggio per l’epoca decisamente importante. La verità è che sia il Milan che Ronaldinho iniziavano le rispettive ‘fasi calanti’: nei due anni e mezzo in rossonero il brasiliano non alzò al cielo nemmeno un trofeo, e si fece notare spesso e volentieri per le uscite notturne decisamente poco tollerate da Massimiliano Allegri, che ne avallò l’addio nel gennaio 2011.

Infine Ibra

Secondo molti tra i tifosi e gli addetti ai lavori, Ibrahimovic è l’ultimo grande colpo rossonero firmato da Adriano Galliani, che fiutò l’affare nell’estate 2010, facendosi prestare (con diritto di riscatto fissato a 24 milioni e un lauto contributo sull’ingaggio) un calciatore pagato dal Barcellona 50 milioni più Samuel Eto’o appena 9 mesi prima.


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