Miralem Pjanic il Patriota. Lui, nato in una piccola cittadina della Bosnia ma trasferitosi in Lussemburgo in tenerissima età allo scoppio del conflitto jugoslavo, pur di indossare la maglia di quella che considera la sua Patria ha dovuto dire no ad un’importante chiamata…



Francia, no grazie!

Cresciuto calcisticamente in Lussemburgo ed esploso con le maglie di Metz prima e Lione poi, Pjanic ha confessato di aver ricevuto la chiamata dall’allora cittì della Francia Domenech, che aveva intravisto in lui le stigmate del futuro campione. E, visto il prosieguo della carriera di Pjanic, in fondo Domenech ci aveva visto lungo: Roma, Juventus e Barcellona, una carriera in continua ascesa verso vertici del calcio mondiale. Almeno a livello di club, perchè a livello di Nazionale, Pjanic ha scelto la Bosnia e ha spiegato il perchè ai microfoni dell’emittente francese Canal +:

Avrei potuto giocare per la Francia quando sono approdato al Lione ma qualche giorno prima dissi che il mio sogno era la Bosnia. So che cosa ha passato il mio paese e vedere i tifosi così attaccati alla selezione significava per me molto



“Domenech mi aveva chiamato”

Un ‘no’ fermo e convinto, e non certo per mancanza di amore e di rispetto per la Francia, che Pjanic considera la sua nazione adottiva da un punto di vista calcistico. Qui, un mito come Juninho Pernambucano lo ha preso sotto la propria ala, insegnandogli l‘arte di calciare le punizioni e trasformandolo in uno dei centrocampisti più interessanti sul panorama europeo. Però la bilancia del cuore di Miralem pendeva verso l’atrio bosniaco:

Domenech mi aveva chiamato, ma avevo preso già la mia decisione. L’ho ringraziato ma ho preferito essere realista. Per me, la nazionale francese era troppo in quel momento e dall’altra parte mi avrebbe fatto male al cuore che in Bosnia guardassero uno di loro giocare per la Francia

Copy: FootyRenders e TimeForRenders