Determinato lo era dai tempi in cui calcava i campi della serie A da calciatore, testardo -forse- lo è diventato in panchina. E, visti i risultati, bene ha fatto ad andare dritto per la sua strada: nel giro di pochi anni Carlo Ancelotti da Reggiolo è diventato uno dei tecnici più vincenti (e apprezzati) della scena internazionale. Eppure, quando era ancora agli inizi della sua carriera, veniva aspramente criticato per aver difeso un suo calciatore



“Fischiatelo pure, ma giocherà!”

Stagione 1996/97: dopo aver conquistato l’anno prima la promozione in serie A con la Reggiana, Ancelotti viene chiamato dall’ambizioso Parma di Tanzi per provare ad avvicinare il sogno Scudetto. Per farlo, i crociati allestiscono una squadra di tutto rispetto: Thuram, Chiesa, Ze’ Maria e Crespo sono alcuni dei nomi che completeranno il roaster dei ducali. Solo che un inizio di stagione complicato, segnato dalla doppia eliminazione da Coppa Italia (per mano del Pescara) e Coppa Uefa (a causa della sconfitta contro i portoghesi del Vitória Guimarães) ha davvero rischiato di compromettere l’avventura calcistica del tecnico di Reggiolo. E non solo. Perché tra i nuovi acquisti ce n’è uno che, nonostante la fiducia di tecnico e società, sembra proprio non ingranare: stiamo parlando di Hernan Crespo che, all’inizio della sua avventura ducale, faticava ad inquadrare la porta, tanto da venire subissato dai fischi dell’esigente pubblico del Tardini. E Ancelotti, alla sua prima esperienza in panchina nella massima serie, diede subito una grande prova di personalità con una dichiarazione poi passata alla storia:

I tifosi fischiano Crespo? Bene, sappiano solo che più lo fischiano, più io lo farò giocare

Un’iniezione di fiducia che spiega il perché, anni dopo, il rapporto tra Ancelotti e Crespo sia ancora di quelli speciali, per stessa ammissione di entrambi.



Dai fischi ad idolo di una città

La storia poi, la conoscono tutti. Dopo l’endorsement di Ancelotti, Crespo riuscì, nel giro di qualche partita, a trasformare i fischi in applausi, trascinando il Parma nel ciclo più vincente della sua intera storia sportiva: nei suoi quattro anni con la maglia crociata, Vadanito vincerà infatti Coppa Italia, Coppa Uefa e Supercoppa Italiana, tornando poi in Emilia dieci anni dopo per chiudere la carriera e fare un ultimo pieno di applausi. In quella che, ancora oggi, Hernan definiscela sua città‘.