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Da dove riparte il Napoli di Gattuso

Gli azzurri sono pronti: tranne qualche pedina, Gattuso ha a disposizione l’intera rosa per provare a raggiungere la finale di Coppa Italia e il quarto posto in campionato.

Si ricomincia. La Coppa Italia ripartirà il 12 giugno con il retour match della semifinale Juventus-Milan ed il giorno dopo toccherà al Napoli acciuffare il pass per la finalissima di mercoledì 17. Impresa in apparenza possibile, alla luce dello 0-1 del 12 febbraio a San Siro, anche se la squadra di Gattuso dovrà imbattersi nella rabbia travolgente dei nerazzurri: ad Antonio Conte resta solo la Coppa Italia per non chiudere una stagione da 176 milioni investiti, senza aver vinto nulla.

Il Napoli, però, potrebbe avere un vantaggio: calciatori agili che entrano in forma più rapidamente, a dispetto di un’Inter formato panzer. Senza trascurare il particolare che il coach Conte sta premendo forte sull’acceleratore ed i vari Bastoni, De Vrij, Vecino e Godin hanno dovuto marcare visita per problemi muscolari. Dal 13 giugno al 2 agosto il Napoli dovrà giocare 14 partite (forse 15, se dovesse arrivare alla finale di Coppa Italia) in soli 50 giorni, per la media di una partita ogni 3 giorni. Sarà faticoso, certo, e Gattuso ha già coinvolto la rosa nel suo insieme, spiegando che in così poco tempo e con le 5 sostituzioni a partita, non esisteranno i titolari e le riserve, perché dovranno giocare (quasi) tutti lo stesso numero di minuti.  

Tutti a disposizione?

Saranno davvero “tutti” i calciatori a disposizione di Ringhio. Tranne Manolas, vittima di una distrazione al semimembranoso che lo costringerà a tornare il 2 luglio per il big match di Bergamo con l’Atalanta, la rosa adesso è al completo. È tornato anche Kevin Malcuit, dopo la rottura del legamento crociato durante Spal-Napoli del 27 ottobre, e pure Koulibaly sta tornando ai suoi livelli, mai raggiunti in questo anno anche per lui un po’ disgraziato: dall’autorete di Torino contro la Juventus all’infortunio contro il Parma che lo ha escluso per 12 partite su 13, non si è mai visto il miglior Kalidou.

E poi tutti gli altri, soprattutto quelli che sono arrivati a gennaio ed ancora non hanno potuto dimostrare il loro valore. Demme è sempre stato utilizzato, fin dalla prima convocazione in Napoli-Fiorentina, mentre Lobotka ha giocato solo 207 minuti e Politano è rimasto in campo per 90 minuti soltanto contro il Brescia. Grazie a Gattuso il Napoli ha ritrovato le sue certezze e questa seconda parte della stagione potrebbe regalargli tre traguardi che sarebbero stati clamorosi a dicembre: vincere la Coppa Italia, eliminare il Barcellona per raggiungere i quarti di finale e, perché no, centrare anche il quarto posto nella classifica di serie A.