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La Ferrari s’è desta, l’Italia dorme

Mentre le Rosse tornano a vincere, gli Azzurri invece si leccano le ferite…

Mentre la Ferrari s’è desta, l’Italia invece dorme: questa la lettura di Fabio Capello, che applaude il risveglio della Rossa e si rammarica per la disfatta degli Azzurri del Mancio, esclusi dal Mondiale in Qatar…

Rosso brillante

Dopo anni di vacche magre, la Ferrari sembra finalmente tornata ai fasti di un tempo per la gioia di Fabio Capello, da sempre tifosissimo della Rossa:

Sono contento che la squadra sia tornata ad essere competitiva dopo tanti anni passati in mezzo al gruppone. Sono stato con papà Sainz, mi ha detto che il ragazzo ha ancora qualche difficoltà a capire la macchina ma questo è un giudizio che lascio agli esperti. Mi fa piacere però vedere una Ferrari da primato. Noi italiani la vogliamo vedere sempre avanti. Mi ha sorpreso molto Hamilton, vederlo, dopo anni e anni sempre leader, arrancare mi è dispiaciuto. Penso stia soffrendo ma sono certo che tornerà ai suoi livelli anche perché presto ritroverà competitività. Da ferrarista mi auguro che si riavvicini… ma non troppo.

Andamento lento

Mentre la Ferrari corre veloce verso il titolo mondiale, l’Italia del Mancio invece, dopo l’Europeo vinto la scorsa estate, ha rallentato sempre più fino a fermarsi del tutto:

Ho parlato con diverse persone, mi sono confrontato con tanti esperti e siamo giunti tutti alla stessa conclusione. Giochiamo un calcio lento. Inaccettabile. Occorre cambiare mentalità. Voler tenere la palla con un possesso inutile e noioso non ci serve più. Ho detto di ispirarci ai tedeschi perché hanno un modello preciso di gioco. Recuperare palla in 15 secondi e giocarla in verticale con grande rapidità. Il calcio italiano gioca a basso ritmo. Mi spiace perché ci siamo esaltati per la vittoria dopo l’Europeo fino ad addormentarci mentre i nostri avversari hanno continuato a correre. E contro la Macedonia, che è un avversario assai modesto dal punto di vista tecnico, è mancata proprio la fisicità. Ci sarà un motivo se stiamo soffrendo.