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Europa League, un’Inter sontuosa

I nerazzurri battono 2-1 il Bayer Leverkusen e si aggiudicano il pass per la semifinale di Europa League: prestazione sontuosa dei ragazzi allenati da Conte…

Serviva una squadra perfetta. Oddio, perfetta, diciamo gagliarda, attenta, affamata, consapevole. Ecco, l’Inter contro il Bayer Leverkusen è stata tutte queste cose e anche di più: è stata quello che non è stata per troppo tempo, ovvero convinta dei propri mezzi e capacissima a metterli in mostra.

Squadra compatta e affiatata

La squadra di quella iena chiamata Conte vince il suo quarto di finale, conquista la semifinale di Europa League con meriti che superano di molto il 2-1 raccontato dal tabellino e resta ancora in ballo in questa seconda (e stramba) parte di stagione.
Sia chiaro, il merito per una volta è davvero di tutti, nessuno escluso. Ma è anche vero che qualcuno è stato più bravo di qualcun altro e certe cose vanno sottolineate, soprattutto quando le partite sono piu difficili e importanti.
E allora Lukaku, amici cari. Diventa persino stucchevole rimarcare la grandezza del Colosso con la “C” maiuscola, ma questo signore qui, anche contro i tedeschi, ha fatto scintille. Ha segnato un gol che forse a qualcuno potrà sembrare semplice – del resto lui ne fa a chilate – ma davvero no lo è. Spalle alla porta il belga è una sentenza, microfono in mano anche di più. Gli dicono “sei stato bravissimo”, lui ringrazia ma all’istante regala il proscenio a Barella: “È stato lui il migliore”.
E ha ragione da vendere, Romelu. Barella è stato grande: presente, cattivo quanto basta, capace di trascinare i compagni, bravissimo a non tirarsi indietro quando si è trattato di “prendersi delle responsabilità”. I giocatori bravi li valuti nel quotidiano, quelli che hanno qualcosa in più emergono quando bisogna organizzare la battaglia. Lui c’è riuscito alla grande.

Non solo loro due…

Poi ci sono i marziani, quelli che vanno “oltre”. L’Inter ne ha uno ed è stata bravissima ad accaparrarselo. Si chiama Cristianuccio Eriksen e viene dalla Danimarca. Contro il Bayer non ha giocato bene, ha semplicemente fatto un altro sport. E voi direte: “Ma non starai esagerando? Allora perché Conte lo centellina come se si trattasse di un liquore rarissimo? Perché lo tratta come un Panda in via d’estinzione?”. Vi confidiamo un segreto: Conte scemo non è, amici cari. Eriksen è destinato a diventare punto di riferimento assoluto, perché quello (Conte) è troppo intelligente per non sapere che genere di materiale umano ha tra le mani, mentre quell’altro (Eriksen) è troppo forte per non riuscire a convincere anche il più cocciuto tra i “fondamentalisti della tattica”.
Brava, bravissima Inter. Ti sei guadagnata “solo” una semifinale e il difficile arriva ora, ma che goduria vedere il tuo nome avanzare in questo inedito, unico, strampalato tabellone d’agosto.

Ps. Ah, quasi ci dimenticavamo. Menzione speciale per Diego Godin, ex reietto. In Germania ha disputato un’altra ottima partita, quindi ha detto, testuale: “Non giocavo e ho lavorato in silenzio, ho lavorato ancora di più e sono tornato in forma fisicamente, ma rimanendo in silenzio per rispetto del gruppo e delle scelte del mister, perché se non gioco io c’è un compagno in campo. E conta che vinca l’Inter. Sempre”. Semplicemente perfetto.