Il calcio è quello sport dove nemmeno la vittoria di tre Champions League di fila (prima e unica volta nella storia moderna) può salvare un tecnico dalla furia di un Presidente mangia-allenatori. E questo vale anche se ti chiami Zinedine Zidane, sei una leggenda assoluta di questo sport, e sei reduce dalla vittoria della Liga appena pochi mesi fa…



Panchina in bilico

Florentino Perez, presidente del Real, è fatto così: nel corso della sua ventennale gestione non si è (quasi) mai lasciato andare ai sentimentalismi e alla riconoscenza. L’unica eccezione, forse, l’ha fatta proprio per Zidane, affidandogli un po’ a sorpresa la panchina più importante del mondo nel 2016 e richiamandolo una seconda volta dopo il divorzio nel marzo 2019. Eppure, nonostante la stima reciproca, il Presidentissimo non guarda in faccia nessuno: o il Real cambierà marcia a stretto giro di posta, oppure Zizou seguirà il destino dei tanti allenatori avvicendatisi sulla panchina blanca negli ultimi anni…

Inizio deludente

Numeri alla mano l’inizio di stagione del Real è piuttosto deludente. Il pari all’esordio in Liga contro la Real Sociedad e la clamorosa sconfitta casalinga contro il Cadice hanno complicato e non poco il cammino delle merengues, sconfitte anche all’esordio in Champions contro lo Shakhtar, che a fine primo tempo era in vantaggio con un umiliante 3-0. In più c’è l’eliminazione subìta in Champions lo scorso agosto per mano del City di Guardiola agli ottavi di finale: un risultato che non può certo considerarsi soddisfacente per il club 13 volte campione d’Europa.

Clasico decisivo?

Zidane, dal canto suo, ha provato ad assumersi tutte le colpe di una situazione complicata, che i media attribuiscono anche alla sua gestione della rosa, con esuberi di lusso come Marcelo e Isco, delusi per il poco spazio trovato nelle ultime gare. Sabato il Real sarà di scena a Barcellona per il ‘Clasico’ più incerto degli ultimi anni, dove entrambe le squadre arriveranno reduci da una sconfitta in campionato e con diversi problemi a livello di spogliatoio. E, mai come quest’anno, la spinta di un’eventuale vittoria potrebbe indirizzare le sorti della Liga…