A pensarci oggi, fa quasi effetto. E, invece, è tutto vero: nel gennaio del 2015 Mohamed Salah lasciava il Chelsea per trasferirsi…alla Fiorentina! E fu proprio la parentesi viola (durata solo 6 mesi) a rilanciare il calciatore egiziano che sembrava ormai aver sprecato il suo enorme talento. Nell’estate 2015, Salah si sarebbe poi trasferito alla Roma, dove avrebbe disputato due stagioni da urlo che avrebbero poi convinto il Liverpool ad investire ben 42 milioni di euro su di lui. La storia è poi nota: con la maglia dei Reds Salah si sarebbe poi confermato uno dei migliori esterni al mondo, conquistando praticamente ogni trofeo. Ma facciamo un passo indietro e scopriamo cosa spinse l’egiziano a trasferirsi proprio a Firenze…



Il Rinascimento di Momo

Salah era stato acquistato dal Chelsea nel 2014, pagato 15 milioni di euro al Basilea: il primo anno sotto la gestione di Mou fu però un flop totale, roba da 19 presenze e appena 2 reti. Numeri lontani anni luce dal giocatore che sarebbe poi diventato. Così, nel gennaio 2015, l’egiziano si convinse a rimettersi in gioco nel campionato italiano, dove la Fiorentina di Montella cercava un esterno mancino capace di saltare l’uomo. Furono sei mesi fondamentali per la rinascita tecnica e soprattutto mentale di Salah, che in viola segnò 9 reti in 26 presenze, integrandosi perfettamente nel modulo di Montella.



“Non scelse i soldi, ma…”

A fare luce sui motivi della scelta piuttosto inusuale compiuta da Salah ci ha pensato il suo ex compagno nel Chelsea Filipe Luis, oggi terzino del Flamengo ai microfoni del Guardian:

Non riuscivo a stare dietro a Salah in allenamento e quando decise di andarsene a Firenze gli dissi: “Dove stai andando Momo? Questo è il Chelsea“. E lui mi rispose: “Ho bisogno di giocare”. E allora pensai: “Questo ragazzo è forte”. Non se n’è andato per soldi o per vincere, ma per dimostrare che poteva giocare. In allenamento era come Messi. Davvero come Messi. Chiedete a chiunque