Nonostante siano passati ormai più dei sei mesi, l’addio tra Papu Gomez e l’Atalanta è una ferita ancora aperta per entrambe le parti. Tanto che, dopo mesi di silenzio assoluto, l’argentino oggi al Siviglia ha voluto prendere la parola per spiegare una volta per tutte i motivi che lo hanno spinto a die addio per sempre alla sua amata Dea…



“Gasp ha provato ad aggredirmi”

Il Papu spiega così il diverbio avuto con Gasperini durante la partita di Champions a Bergamo contro il Midtyjlland sulle colonne del quotidiano argentino La Nacion:

Mancavano 10 minuti alla fine del primo tempo, Gasperini mi chiese di spostarmi sulla destra, ma io stavo giocando benissimo a sinistra. Così gli risposi di no. Sapevo che l’allenatore si sarebbe arrabbiato, che mi avrebbe tolto all’intervallo e in effetti fu così. Ma quello che successe poi nello spogliatoio valicò ogni limite. Gasperini tentò di picchiarmi. Così, dopo questo fatto, chiesi ad Antonio Percassi un incontro e gli spiegai che per me non c’erano problemi a continuare assieme, ammettendo anche le mie colpe: come capitano non mi ero comportato a modo, ero stato un cattivo esempio non obbedendo a un’indicazione dell’allenatore. Però chiesi al presidente che per andare avanti avevo bisogno delle scuse di Gasperini.

Scuse mai arrivate, come spiega lo stesso Gomez nel prosieguo dell’intervista:

Il giorno dopo ci fu una riunione di tutta la squadra. Io mi feci avanti e chiesi scusa a tutti: allenatore e compagni. Gasperini, però, non proferì parola. Ma come? Io riconosco di essermi comportato male e quello che ha fatto lui? Andava bene, nessuna scusa? Dopo qualche giorno comunicai a Percassi che non volevo più stare all’Atalanta e lavorare con Gasperini



La replica di Gasp

Stringata, com’è nel suo stile, la replica di Gasperini, che non solo nega, ma addirittura ribalta le accuse mossegli da Gomez:

I comportamenti e gli atteggiamenti di Gomez, in campo e fuori, erano diventati inaccettabili per l’allenatore e per i compagni. L’aggressione fisica è stata sua, non mia, ma il vero motivo per cui è andato via da Bergamo è per aver gravemente mancato di rispetto ai proprietari del club. Mi auguro che Gomez possa continuare a far parlare di sè con le prestazioni, come faceva all’Atalanta

Uno a uno palla al centro. Almeno fino alla prossimo scontro…