Secondo trionfo in Copa Libertadores per il Palmeiras, squadra brasiliana di San Paolo ma dalle radici italianissime! Il Verdão si è aggiudicato la Champions League del Sud America battendo in finale il Santos nel derby dello stato di San Paolo deciso al 99esimo minuto dal colpo di testa di Breno, celebrato come un eroe nelle affilatissime strade della città paulista. E tutto il mondo rende omaggio ai nuovi campioni dell’America latina, in particolare l’insospettabile Pro Vercelli. Sapete perché?

Radici ‘piemontesi’

Per scoprire il perchè del forte legame tra Palmeiras e Pro Vercelli bisogna risalire al 1914, anno della fondazione del club brasiliano. Furono infatti degli italiani, e in particolare dei piemontesi emigrati in Brasile, a dare i natali al club dopo una tournée sudamericana dei Leoni Bianchi della Pro Vercelli e del Torino. Il nome originale del club era quello di ‘Società Sportiva Palestra Italia‘ (mantenuto poi anche dal vecchio stadio, demolito nel 2010 in occasione dei mondiali del 2014), mentre l’attuale denominazione ‘Sociedade Esportiva Palmeiras’ risale al 1942, dopo l’entrata in guerra del Brasile contro le Nazioni dell’Asse, tra cui anche l’Italia. Motivazioni politiche che non hanno però cancellato le radici italiane di una delle squadre più gloriose del Sud America.

Quanti ex…italiani!

Origini italiane, ma anche tanti ex giocatori della serie A nella rosa attuale del Palmeiras: su tutti Felipe Melo, ex giocatore di Fiorentina, Juventus e Inter, oggi capitano e anima del Verdão. Ma non solo: ci sono anche i due ex rossoneri Gustavo Gomez (difensore che in serie A ebbe ben poca fortuna) e Luiz Adriano, attaccante che subì -come altri- la maledizione della maglia numero 9 del Milan. Qualche settimana fa si è poi unito alla ciurma anche Alan Empereur, brasiliano poco utilizzato nel Verona da Jurić e oggi campione con il Palmeiras…