Benzema torna in Nazionale dopo un chiarimento col cittì Deschamps, ma durante il confronto pare siano volate parole grosse: è pace armata tra i due litiganti?

Per un bene superiore

Ricucire lo strappo tra Benzema e Deschamps non era facile, ma alla fine ha prevalso il bene superiore della Francia e il commissario tecnico ha deciso di ‘perdonare’ e riaccogliete il figliol prodigo malgrado i dissapori del passato:

Faccio solo scelte sportive, ecco perchè ho convocato Benzema. È stata una convinzione molto profonda che mi ha portato a richiamarlo, ma non vi dirò quale. Perdono è una parola molto forte. Dopo che sono diventato commissario tecnico ho avuto alcune situazioni con determinati calciatori, ma non ho mai fatto scelte definitive. Se penso che qualcosa sia buono per la nazionale, tendo a farlo. Quella che riguarda Benzema non è stata una decisione personale. Se fosse stato così, non l’avrei presa.

Parole grosse

Messe da parte le antiche ruggini, Deschamps e Benzema si ritrovano adesso dalla stessa parte con il comune obiettivo di vincere l’Europeo, ma prima di seppellire l’ascia di guerra i due non se le sono mandate a dire:

Mi chiedete se Benzema sperava nella convocazione? Probabilmente sì. Non posso rispondere per lui, ma credo che sia stato sorpreso. Aveva bisogno di parlare con me e io con lui. Ed è un qualcosa che doveva avvenire per rispetto al gruppo, non solo a me. Se non abbiamo parlato prima è perchè non c’è stato modo di farlo. E se l’ho convocato, vuol dire che la nostra chiacchierata è andata bene. Karim ha detto cose abbastanza forti, ma dopo tre minuti tutto è tornato alla normalità.