“Ora puntiamo a vincere lo Scudetto!” Così ha parlato Zlatan Ibrahimovic al termine della sconfitta più amara e dolorosa. Uno 0-1 quello contro il Manchester, che è costato l’eliminazione immeritata dall’Europa League. Ai microfoni delle emittenti televisive, lo svedese avrebbe potuto parlare di qualificazione alla prossima Champions League come obbiettivo massimo, ma da vero leader, da icona dello spogliatoio rossonero ha rilanciato per sferzare un ambiente sconfortato. Parole molto apprezzate anche da Stefano Pioli, l’allenatore milanista, che ha lanciato il guanto di sfida all’Inter oggi a più sei sui rossoneri.

Che il Milan sia una squadra infinita lo ha dimostrato poi a Firenze, raggiunta sul pareggio poi in svantaggio per una conclusione elegante di Ribery. Un gol che poteva rappresentare l’inizio della fine, ma lo spirito di sacrificio, l’anima di questo gruppo è emersa, ancora una volta, in tutta la sua forza. Certo positive qualità morali, ma fondamentale è stato l’inserimento, dopo una lunghissima assenza, di Ismail Bennacer. La squadra è rifiorita come una pianta alla quale, da troppo tempo, mancava l’acqua. La manovra è tornata improvvisamente e magicamente fluente e piacevole. Giocatori in difficoltà sul piano fisico hanno ritrovato i loro migliori motivi. Uno su tutti Kessié, che, con Bennacer, forma una delle coppie più forti nel panorama internazionale. Alla fine è arrivata una vittoria splendida e meritata. Insomma questa la domanda: con il recupero del giocatore algerino, la crescita della condizione di Calhanoglu, il ritorno di Ibrahimovic, 15 gol in 15 partite, i rossoneri possono veramente puntare allo Scudetto?  L’impresa pare complicata, ma il Milan deve avere come traguardo la conquista, nelle ultime 10 partite, di almeno 24 punti per tagliare infine quota 83.

Filosofia nuova per il finale di stagione

Nessuna impresa è vietata a una squadra troppo sottovalutata nel corso di tutta la stagione, in difficoltà e frenata soprattutto a causa della pletora di infortuni, soprattutto come detto, nei tre punti cardine di tutta la manovra Bennacer, Calhanoglu e Ibrahimovic. Molto, moltissimo dipenderà ovviamente dall’Inter, che, se mantenesse il cammino delle ultime settimane, sarebbe certo irraggiungibile. Abbiamo cominciato queste righe ricordando le recenti parole di Zlatan Ibrahimovic e Stefano Pioli. Chiudo ancora con una vecchia affermazione di Paolo Maldini, che sintetizza quale debba essere la filosofia del Milan in questa parte finale di stagione: “Dobbiamo ottenere il massimo dei risultati senza precluderci alcun obbiettivo. Alla fine guarderemo la nostra classifica, ma l’importante è non avere rimpianti”. Parole sagge di un ambiente che riesce sempre a mantenere il giusto equilibrio. Un augurio a questo splendido Milan? Uno solo. Quello di poter schierare sempre i migliori, senza ulteriori infortuni o incidenti. Allora potrà andare ancora lontano e finalmente essere apprezzato per il reale valore di questa rosa, di questi giocatori, ai primi posti da quasi un anno.