Nel calcio portare al braccio la fascia di capitano conviene davvero? Forse no, considerando ciò che il ruolo ti impone di fare: ecco perché…

Fascia = Rogna

Un onore ricevere i gradi di capitano, ma in molti casi soprattutto un onere, almeno secondo Wayne Rooney che la fascia al braccio l’ha portata allo United e in Nazionale:

Quando i giocatori non sono felici, spesso vanno dal capitano. E va a finire che sei tu che devi riportare le loro lamentele. Il che può portare a conversazioni abbastanza complicate. Una volta sono dovuto andare dall’allenatore e dirgli che le sessioni di allenamento che faceva non andavano bene, non erano abbastanza utili. E non è facile andare lì e dire ‘scusi mister, ma i ragazzi pensano che i suoi allenamenti fanno schifo’. Può essere complicato. E non solo per i discorsi all’allenatore. Rappresenti i giocatori negli incontri che riguardano le attività commerciali o la beneficienza. Parli con il sindacato dei calciatori. 

In Nazionale è peggio!

Se la fascia comporta diverse rogne nel club, in Nazionale può rivelarsi una seccatura ancor più fastidiosa, parola dell’ex capitano inglese: 

Essere il capitano della nazionale è un privilegio raro, ma è ancora più complicato che esserlo nel tuo club. Non vedi i compagni tutti i giorni, i commenti extra-campo contano di più e nel caso dell’Inghilterra devi anche negoziare la percentuale dei calciatori per quello che riguarda i guadagni degli sponsor. Sei responsabile dell’accoglienza dei nuovi, per aiutarli a inserirsi. E io solitamente li aspettavo nel refettorio per parlarci. Con le conferenze stampa poi ho avuto problemi da quando avevo 16 anni, mi sono beccato un sacco di immondizia dai giornali. Ma quando sei capitano dell’Inghilterra, il tuo comportamento è ancora di più sotto i riflettori.