Dalla notte del 12 marzo, l’NBA è ferma. Il commissioner Adam Silver ha bloccato, immediatamente, la regular season. Una decisione forte, figlia della volontà di garantire la salute dei giocatori. Tutto bloccato ma con la ferma volontà di trovare la maniera di non perdere, completamente, la stagione in corso.

Impatto economico devastante

L’NBA sta anche studiando come comportasi sull’inevitabile impatto economico che questa situazione avrà sul giro d’affari delle franchigie NBA. Al momento, gli stipendi ai giocatori sarebbero garantiti sino all’1 aprile ma, sul futuro, non c’è certezza. Il commissioner Adam Silver è stato chiaro sulla crisi attuale:

Analizziamo molteplici scenari quasi ogni ora. Non è uno scenario incoraggiante ma siamo tutti sulla stessa barca

L’NBA non vuole chiudere

Tutti i diretti interessati sono concordi su un fatto: “No alla cancellazione totale della stagione”. La volontà è quella di trovare la maniera di terminare, in un modo o nell’altro, l’annata in corso. Ci sono da rispettare moltissimi contratti, in primis quelli televisivi che, di fatto, garantiscono all’NBA intrioti miliardari. Le prossime settimane saranno decisive per il futuro dell’NBA. Il sogno sarebbe quello di tornare a giocare all’inizio di giugno. Una data forse decisamente ottimistica ma, ai vertici dell’NBA, nessuno vuole farsi prendere dal pessimismo.