A Houston tutti ricordano Hakeem Olajuwon, l’uomo che ha regalato ai Rockets gli unici due titoli NBA della loro storia. Dopo Hakeem The Dream, tanti anni bui. Al termine della stagione 2002, i Rockets sono tra le franchigie peggiori dell’intera NBA ma sta per arrivare una svolta dal Draft…

Il gigante cinese di 229 cm…

Un colosso. Yao Ming non è mai passato inosservato (è figlio di due cestisti cinesi). Al Draft del 2002 viene scelto, come prima scelta assoluta, dagli Houston Rockets. E’ la prima volta che un giocatore cinese viene chiamato con la N.1… Centro di 229 cm, ha una mano fatata e piedi vellutati. Eppure c’è scetticismo attorno alla “Muraglia Cinese”. L’ex All Star Charles Barkley scommette che il rookie non segnerà più di 19 punti in singola partita nella sua prima stagione. Scommessa persa già a novembre: 20 punti contro i LA Lakers. L’impatto di Yao Ming è talmente forte da finire all’All Star Game 2003 (è il più votato dal pubblico, grazie alla “spinta” dei suoi connazionali.

Tanto talento, poca cattiveria

Dopo il suo primo anno in NBA, tanti cominciano a pensare che, con Yao Ming, Houston possa tornare a lottare per l’anello. La franchigia fa di tutto per costruirgli attorno una squadra di livello. Ai Rockets arriva anche un Tracy McGrady: “Sono emozionato all’idea di giocare con lui, è capace di cose fantastiche sul parquet”, dichiara lo stesso centro cinese. Arrivano i play-off ma anche l’eliminazione al primo turno. Yao Ming gioca bene ma è poco “cattivo” sotto canestro. Come se non bastasse, qualche infortunio di troppo, condiziona il suo rendimento e quello dei Rockets. La squadra non decolla, Yao Ming non riesce a giocare con continuità e appare “troppo gentile”. Anche quando Houston va ai play-off, non può mai contare, al 100%, sulla sua stella cinese. I problemi fisici aumentano e l’addio all’NBA diventa sempre più probabile. Nel 2011 cala il sipario…

La prima volta che ho pensato seriamente al ritiro è stato nel 2009… Ho finito la scuola. Penso che l’educazione sia molto ma molto importante. Ricorderò sempre con affetto l’NBA. Ma sempre dico di studiare per formarsi, studiare per formarsi, studiare per formarsi…

Il ritiro della sua maglia N.11

Ci ha provato ma non è riuscito ad avvicinarsi al mito Hakeem The Dream. Non ha vinto nulla di particolare ma ha conquistato l’America con il suo essere sempre gentile (anche troppo in campo). Houston l’ha amato a tal punto da ritirare la sua maglia numero 11. Nel 2016, l’NBA l’ha introdotto nella Hall of Fame. Tutti si chiedono cosa avrebbe potuto fare se non avesse avuto tanti, troppi infortuni…