Se chiedete a qualsiasi appassionato di NBA chi sia stato il più grande giocatore bianco della storia, tutti risponderanno nella stessa identica maniera: Larry Joe Bird. In 13 stagioni NBA, sempre ai Boston Celtics, ha vinto ben tre anelli e, soprattutto, è stato temuto e rispettato da tutti…

Il duello con l’amico/nemico Magic

Classe 1956, Larry Bird si è sempre distinto per la sua incredibile capacità di “leggere” il gioco come pochi altri. Tiratore micidiale (tre volte vincitore della gara da tre punti all’All Star Game NBA), soprattutto dalla lunga distanza, al college è riuscito a portare la sua Indiana State University sino alla finale NCAA del 1979 contro Michigan State University di un certo Magic Johnson (vinta dal futuro gialloviola). Un primo “duello” tra le due future star del mondo NBA anni ’80. Alla guida, rispettivamente, di Boston Celtics e LA Lakers, i due si sfideranno moltissime volte, rendendo l’NBA “il più grande spettacolo del mondo”. Magic Johnson non ha mai avuto dubbi sull’eccellenza di Larry Bird…

Mi hanno chiesto tante volte se ci sarà un altro come Larry Bird e la risposta è sempre la stessa: non ci sarà mai e poi mai un altro come Larry Bird

Boston nelle mani di The Legend

Sesta scelta assoluta al draft NBA del 1979, Larry Bird impiega solo due anni per conquistare il suo primo anello, contro gli Houston Rockets. Il capolavoro nel 1984 quando piega i LA Lakers di Magic Johnson in sette gare (con la famosa “sfuriata” dopo la batosta presa in gara 3 quando definisce i compagni “delle signorine”). L’ultimo titolo arriva nel 1986. Tre anelli, tre volte MVP della regular season e due volte MVP delle Finals. Di fatto, The Legend…

Mille aneddoti, mito vivente

Tantissimi i momenti topici nella sua lunga carriera. Tra i più singolari, la partita contro i Portland Trail Blazers del 14 febbraio 1986 quando segna 47 punti, la maggior parte usando la mano sinistra. Il motivo? Si è fatto male alla mano destra, la sua mano forte…
Indimenticabile anche la sua partecipazione alle Olimpiadi di Barcellona del 1992. La sua presenza nell’originale Dream Team è l’ultimo tassello di una carriera brillante. Dopo il ritiro (estate 1992), resta nel mondo NBA, sia da dirigente che da allenatore ma, ogni volta che torna a Boston, si alzano tutti in piedi per The Legend.