Lontanissimi i tempi in cui le trade le decidevano direttamente le franchigie, senza nessun coinvolgimento delle superstar NBA. Oggi, il potere di scelta delle stelle è enorme, un motivo di preoccupazione per l’intera lega cestistica americana…

La storia delle trade NBA

Per decenni, il “mercato NBA” è stato caratterizzato da regole ben precise. In poche parole: un giocatore sotto contratto con una franchigia può essere scambiato con un’altra franchigia, a patto che il valore della trade sia corretto. Innumerevoli volti è accaduto che un giocatore sia stato informato di essere scambiato con un’altra squadra magari mentre saliva sull’aereo per prepararsi alla prossima partita. C’è anche chi lo ha appreso dai giornali o chi è stato avvisato dai compagni di squadra e non dalla società. nel corso della storia, ci sono state trade che hanno lasciato il segno… Dennis Rodman ai Chicago Bulls, via San Antonio Spurs, in cambio di un modesto Will Perdue, tanto per fare un esempio. Tuttavia, nel bene o nel male, erano le franchigie ad avere il coltello dalla parte del manico. Nell’NBA moderna non è più così, soprattutto se si parla di superstar NBA. Sono loro a decidere dove andare. Dipende dai loro desideri. Si pensi a LeBron James che voleva i Los Angeles Lakers, al pari di Anthony Davis o di James Harden che sta facendo di tutto per far capire a Houston che non vuole più restare…

Mio futuro? Posso concentrarmi solo sul presente ed essere la miglior versione di me stesso facendo in modo di essere in forma

NBA decisamente in ansia…

L’NBA piace perchè può mettere in bella mostra le più grandi stelle della pallacanestro mondiale. Tuttavia, l’NBA non vuole perdere il controllo sul giocattolino. L’enorme potere delle superstar NBA (e dei loro agenti) è fonte di ansia per Adam Silver. Il commissioner NBA sa che la grandezza dell’NBA sta nel garantire a tutti una possibilità di vincere. Se le superstar NBA vanno una loro lobby e decidono dove andare, il senso di equilibrio andrebbe in crisi. “Le richieste di trade da parte dei giocatori sono demoralizzanti per chiunque, anche per la reputazione degli stessi giocatori. E’ una questione da affrontare”, le parole dello stesso Adam Silver. Insomma, l’NBA vuole che ogni franchigia abbia una chance di vincere e, di conseguenza, la possibilità di avere una o più superstar in squadra…