Chi ha avuto la fortuna di vederlo in campo, non lo dimenticherà mai. La sua eleganza al tiro è stata di esempio per le future generazioni. Attore cinematografico, Campione NBA, micidiale tiratore da tre. In due parole: Ray Allen…

La morbidezza di Candyman…

Nel basket, i soprannomi si sprecano. Ray Allen è conosciuto con lo pseudonimo Candyman (“venditore di caramelle”). Un nickname decisamente azzeccato. Difficile trovare un giocatore nella storia del gioco più “morbido” e fluido al tiro del fuoriclasse nativo di Merced, in California. Nelle sue 19 stagioni NBA (sette ai Bucks, cinque ai Sonics, cinque ai Celtics e due agli Heat), Ray Allen si è distinto per la sua incredibile eleganza. Esplosivo da giovane, si è poi affinato al tiro, diventando un tiratore micidiale da tre punti (il migliore, prima dell’arrivo di Steph Curry). Ovunque è stato, ha lasciato il segno. Inserito nella Hall of Fame NBA nel 2018, ha vinto due titoli NBA. Il primo a Boston (stagione 2007/08), il secondo a Miami (2012/13), quando ha messo a segno il famigerato The Shot…

Ho sempre dovuto spiegare che in quel momento io ero parte di una squadra, organo di 15 persone le quali a loro volta hanno aiutato in una o più occasioni a vincere una partita; questo significa essere un buon compagno di squadra.

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Ricordando The Shot…

Protagonista al cinema con He Got Game, 10 volte all’All Star Game NBA, tante soddisfazioni e record sul campo (miglior marcatore da tre punti nella storia dei Celtics), Ray Allen è ricordato soprattutto per The Shot… Gara 6 delle Finals del 2013. San Antonio è avanti 3-2 nella serie e, soprattutto, si trova sul 95-92 a 19,8 secondi dalla fine. Lebron James sbaglia il canestro del possibile pareggio ma, sul rimbalzo di Chris Bosh, la palla finisce a Ray Allen che, da posizione impossibile, segna la triple dell’overtime. La storia è nota: si andrà a gara 7 e vinceranno gli Heat con il tiro di Ray Allen che diventerà, per tutti, The Shot. Bellissimo…