Napoli-Milan, spettacolo, divertimento e emozioni. Voglio ricordare qui le più belle partite degli ultimi 40 anni. Le tante vittorie rossonere, le tante sensazioni forti che questa sfida ha regalato agli appassionati. Negli anni ’80 il Napoli – Milan, che tutti mai hanno dimenticato, non è una partita, ma LA PARTITA. Quella disputata il 1º maggio 1988, la Sfida Scudetto che vede i Ragazzi di Arrigo Sacchi affrontare Maradona e i suoi grandi compagni, a tre giornate dalla fine con un punto di distacco in classifica. Il Milan vince 3-2 ed esce tra gli applausi dei tifosi napoletani. Segna Virdis. Pareggia con una magia su calcio di punizione proprio Maradona, poi ancora Pietro Paolo porta in vantaggio i rossoneri, che, con Marco Van Basten, battono ancora Garella, dopo una fuga travolgente di Gullit. A 12 minuti dalla fine, Careca dimezza lo svantaggio ma il Milan resiste. Dopo due settimane, festeggia così il primo Scudetto di Silvio Berlusconi. È anche il primo Trofeo del Milan degli Immortali.

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Questione di scudetti

Napoli e il San Paolo hanno spesso un significato speciale anche negli anni ’90. Il 10 maggio 1992, l’1-1 finale, con reti di Rijkaard e pareggio di Blanc, garantisce la conquista aritmetica dello Scudetto numero 12, il primo di Fabio Capello e dei suoi Invincibili. Passano solo sei mesi e il Milan torna a Napoli, con lo Scudetto tricolore, regalando ai tifosi rossoneri un altro pomeriggio indimenticabile. E una squadra spettacolare quella messa in campo da Capello, in quelle prime settimane della stagione ’92-’93. Batte il Pescara in Abruzzo per 5-4, poi espugna il comunale di Firenze con un rotondo 7-3, supera a San Siro la Lazio con un altro spettacolare 5-3. Di queste 17 reti ben 7 le realizza un stratosferico Marco Van Basten. L’8 novembre il Milan, già dominatore in classifica, si presenta al San Paolo e, dopo 27 minuti, è già in vantaggio con un netto 2-0. Doppietta ovviamente di Marco Van Basten, che dopo la rete di Eranio, segna anche la rete numero quattro e numero cinque. Finisce proprio 5-1, con poker d’asso, poker di Guido Guinizelli, sì, quattro reti del Cigno di Utrecht.

Sono anni complicati per il Napoli i primi del nuovo secolo. Per rivedere una squadra competitiva si deve attendere la stagione 2007. Proprio l’11 maggio 2008, una sconfitta dolorosa, molto dolorosa per i Meravigliosi di Carlo Ancelotti. La domenica precedente i rossoneri battono 2-1 l’Inter, conquistando il quarto posto che significa Champions League. Sembra tutto facile a Napoli, distaccato a metà classifica. È invece una domenica da incubo. Il Milan del derby è un pallido ricordo. Hamsik, dopo pochi minuti, realizza la rete dell ‘1-0 dopo una fuga solitaria chiusa in rete, a seguito di un dribbling su Kaladze. La reazione degli ancelottiani non porta a nulla, anzi sono i padroni di casa che raddoppiano con Domizzi su rigore e Garics. Inutile la rete su punizione di Seedorf. Il Milan viene superato dalla Fiorentina e arriva quinto dunque fuori dalla Champions League. Un ricordo triste fra tanti splendidi successi.

Tempi recenti

Siamo già al secondo decennio del secolo, che comincia con la conquista dello Scudetto numero 18 del Milan di Allegri. Sono Robinho e Ibrahimovic a regalare l’ultima vittoria milanista al San Paolo, proprio nella stagione 2010-2011. Il brasiliano, dopo un bellissimo “dai e vai” con Oddo, realizza la rete dell’1-0 ,poi è Ibra Supremacy a raddoppiare con un potente colpo di testa. Di questo decennio voglio ricordare un altro bel risultato ottenuto dai rossoneri. Vanno in svantaggio per 2-0 il 17 novembre 2012, dopo le reti di Inler e Insigne. La reazione del Milan, allenato ancora da Allegri, è orgogliosa. Trascinati dal Faraone El Shaarawy, i milanisti segnano la rete alla fine del primo tempo, grazie al tiro che si infila sotto la traversa. A otto minuti dalla fine, Robinho verticalizza per El Shaarawy che batte in uscita De Sanctis, per un meritato pareggio! Questa la storia di tanti Napoli -Milan…

Una storia di successi

Chi vuole però vuole essere avvolto dalla storia di 120 anni di Milan, dal 1899 a oggi, deve varcare quella porta magica che permette di entrare nell’Empireo Platonico, nel MUSEO MONDO MILAN. Quando viene chiusa alle spalle, subito un salto alla fine del 1800. A accogliere i tifosi, già emozionati per la atmosfera magica, ecco la figura rassicurante di Herbert Kilpin, uno dei fondatori del Milan, il primo Capitano, il primo Eroe. È lui che esclamò: “I Nostri colori saranno il Rosso come il fuoco e il Nero come la paura che incuteremo agli avversari!”. Lì sulla destra le scarpe indossate dai primi giocatori del Milan, i vecchi palloni di cuoio e le fotografie in bianco e nero. Continuando nelle passeggiate verso la Gloria, le antiche maglie di lana, a righe sottili, mentre toccando un tasto si torna alle emozioni regalate dal Gre – No -Li, accompagnati da una voce ben conosciuta. È quella, rassicurante, di Cesare Maldini, il capostipite di una famiglia leggendaria che ha firmato la storia degli ultimi 70 anni rossoneri.
Sullo sfondo poi la sagoma di metallo di un Elicottero, ricordo di quel pomeriggio all’Arena, quando il Milan di Silvio Berlusconi scese sulla terra per dominare il Mondo. Difficile proseguire nella visita, perché dai video un caleidoscopio di gol di vittorie, di trionfi, di emozioni, di brividi, grazie agli Immortali di Arrigo Sacchi, agli Invincibili di Fabio Capello e ai Meravigliosi di Carlo Ancelotti. Poi tutto si fa buio. Si entra nella Sala delle Magie. La voce dei telecronisti riporta il tifoso alle notti emozionanti delle vittorie in Coppa dei Campioni, che domina gigantesca la Sala. Poi torna la luce, resa ancora più abbagliante dall’argento e dell’oro dei trofei. Scudetti, Coppe Italia, Supercoppe, Coppe dei Campioni, Coppe delle Coppe, Supercoppe Europee, Coppe Latine, Coppe intercontinentali, Coppa del Mondo. 50 trofei che hanno lanciato il Milan lassù fra le stelle, uno dei più famosi e leggendari Club della Storia del Calcio. Non sono finite però le emozioni.
Dopo le vittorie della squadra, i grandi che hanno vinto il Pallone d’Oro. La foto di Gianni Rivera, poi i 3 palloni d’oro di Marco Van Basten, quello di Ruud Gullit, George Weah, Andrjy Shevchenko e Ricardo Kakà. Grandi campioni, indimenticabili fuoriclasse e splendidi uomini. È il loro sorriso, sono infine le parole di Franco Baresi, del Capitano del giocatore del secolo che salutano e abbracciano il tifoso rossonero, dopo questo tuffo nella gloria, nel mito, nella leggenda del Milan!