Lo potremmo definire “il valzer degli attaccanti”. Nella rosa attuale del Napoli se ne contano ben 13, compresi i vari profili che andranno via, come Tutino, Machach, Ciciretti, Ounas, Younes e Llorente: gli ultimi tre godono di buona reputazione ed il Napoli sta cercando il modo per trarre dalle loro cessioni il massimo profitto.

Operazione in uscita

Quella di Milik, invece, è una storia a parte, perché ha il contratto in scadenza, ha dichiarato che non vuole rinnovare con il Napoli e il ds Giuntoli sta studiando la soluzione migliore per evitare che il valore del polacco possa crollare. L’insistenza con la Roma per lo scambio avente oggetto Under, ha molte validissime ragioni. Facendo la sottrazione, rimarrebbero 6 attaccanti in rosa, cioè il numero adeguato per chi gioca con il 4-3-3. Nel dettaglio, ci sono due esterni destri (Politano e Lozano), due esterni sinistri (Insigne e Mertens), due punte centrali (Osimhen e Petagna). Ma Gattuso chiede un altro elemento con queste caratteristiche offensive e l’arrivo di Under, oppure di Boga, andrebbe a completare il quadro che ha in mente l’allenatore.

L’importanza di Petagna

Sì, con i tre attaccanti centrali Osimhen, Mertens e Petagna, tutti con caratteristiche tecniche differenti tra di loro. Osimhen è il nuovo Cavani, leggiadro e potente, abile ed inafferrabile, giovane bomber dall’appetito insoddisfatto e dal desiderio di fare gol molto più forte della paura avversa di non farglielo segnare. Osimhen è l’uomo delle profondità di campo percorse al galoppo, ben diverso da Mertens che predilige il fraseggio stretto e la sterzata con tiro dai 20 metri.
E poi c’è Petagna. Inizialmente sembrava che Gattuso volesse un’alternativa ad Osimhen con caratteristiche analoghe al nigeriano (Lasagna resta il preferito), invece, la necessità da parte del club di vendere piuttosto che comprare, ha convinto Ringhio a testare Petagna in questo periodo di allenamenti a Castelvolturno. In effetti, avere in organico la classica punta centrale, che tiene palla e fa salire la squadra, oltre ad essere abile nel decentrarsi per permettere l’inserimento dei centrocampisti, può diventare la terza opzione di un Napoli ancora più imprevedibile.

Grazie alla giostra degli attaccanti centrali.