Oltre 500 presenze con la maglia del Real Madrid, quasi 20 trofei sollevati al cielo (molti dei quali da capitano) e poi…è arrivato Mou. Con conseguente panchina e discussione del ruolo di Iker Casillas, storico portiere e capitano delle merengues, che -con la gestione del portoghese- ha visto volgere verso il termine la sua esperienza madridista.



“Non ci siamo parlati per un anno”

E’ lo stesso ex portiere del Real, ‘costretto’ a chiudere la carriera con la maglia del Porto, a svelare il motivo dell’astio con Mourinho:

Non ci parlavamo, c’era una situazione brutta, sicuramente in molte cose ho sbagliato anch’io, ma non era facile andare avanti. Il nostro rapporto è cambiato tra settembre e dicembre del 2013. Sono finito in panchina, non gli andava giù che parlassi con i giocatori del Barcellona, ma io sentivo Xavi e Puyol perché temevo che la nazionale risentisse dei nostri problemi, delle tensioni tra Real e Barcellona. Avevamo un Europeo davanti. Da qui cominciò a preferirmi gli altri portieri, sentivo in giro che io giocavo per decreto, poi arrivò il mio infortunio, in quel periodo ho sentito tante schifezze sul mio conto



Mou: “Oggi siamo amici”

A seppellire l’ascia di guerra ci ha poi pensato lo stesso Mou che, anni dopo, è tornato sul rapporto con Casillas, salutandolo con affetto nel momento del suo sofferto addio al mondo del calcio:

Iker è un portiere storico, abbiamo avuto momenti difficili a causa della mia decisione professionale, non personale. La sua intelligenza e maturità ci hanno fatto sempre rispettare l’un l’altro e anni dopo siamo stati anche in grado di coltivare un’amicizia onesta. Tutti sanno che quando l’ho tirato fuori dalla squadra, c’è stato qualche confronto. Non direi che si trattava di ego se non di un problema tra il capitano del Real Madrid e l’allenatore del Real Madrid. Non è stato facile per me prendere quella decisione e per lui accettarla

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