Torna a parlare Massimiliano Mirabelli. L’ex direttore sportivo rossonero ha rilasciato una vera e propria intervista-fiume per ripercorrere il suo anno da dirigente del Milan a proprietà cinese, prima che il fondo Elliott rilevasse il pacchetto di maggioranza del club meneghino.

I miei non giocano

Il primo punto toccato da Mirabelli riguarda l’eredità lasciata in dote da lui e Fassone al Milan attuale. Pochi titolari, secondo la critica:

Il Milan sta quasi retrocedendo, eppure non gioca nessuno dei miei acquisti. Può darsi che sia un problema di gestione, perché noi siamo arrivati serenamente in Europa League e in finale di Coppa Italia

Retroscena Bonucci

C’è spazio anche un retroscena sull’acquisto di punta del suo Milan, quel Leonardo Bonucci che, appena un anno dopo, avrebbe rifatto le valigie destinazione Torino:

Leo è un grande professionista e per questo lo trattavo diversamente dagli altri giocatori. Dopo l’espulsione col Genoa gli commissionai una multa da 100.000 €: lui era il capitano, doveva dare l’esempio

Il rapporto con Raiola

Un altro degli snodi dell’esperienza rossonera di Mirabelli è rappresentata col rapporto burrascoso con Mino Raiola, procuratore, tra gli altri, di Donnarumma:

Prima che arrivassi io aveva preso dal Milan più di 100 milioni di € in commissioni. Lo dico perché ho visto le carte. Io sono riuscito a rinnovare il contratto con Donnarumma senza scucire un euro di commissione al suo agente, che non è certo un pivellino…

Gattuso, la mia scelta

Parole al miele, invece, per Gennaro Gattuso, che proprio Mirabelli riportò al Milan prima nelle vesti di allenatore della primavera, poi della prima squadra:

E’ un grande allenatore, l’ho sempre detto. Doveva rimanere al Milan, ma qualche dirigente non ha avuto fiducia in lui, gli diceva che giocava male e gli suggeriva persino chi mettere in campo…

No ad Ibra

Chiosa finale su Zlatan Ibrahimovic, possibile rinforzo per il Milan di gennaio:

La salvezza del Milan non può essere un giocatore di 40 anni, anche se poi dovesse arrivare e fare bene. Bisogna costruire una squadra fatta di giocatori giovani che possano garantire un futuro e riportare i rossoneri in Champions.