Verrebbe da chiedersi: cosa succede a Dries Mertens? L’attaccante che ha riscritto la storia dei bomber in maglia azzurra, da 7 partite (tra campionato e Coppa) per un totale di 488 minuti non riesce a segnare lo straccio di un gol. Ma se mi ripropone la domanda “che succede a Mertens?”, la risposta è: niente di preoccupante.

Tempo al tempo

Il folletto belga ha spesso vissuto con la maglia del Napoli questi periodi di astinenza e quello attuale è il terzo più lungo nella sua storia ormai fatta di 8 stagioni a Napoli, con 330 presenze e 127 gol: nessuno ne ha fatti così tanti prima di lui. La striscia più lunga senza la gioia di una rete segnata, risale alla stagione 2015-2016, ma in quel periodo c’era Higuain e Mertens non aveva ancora indossato i panni della punta centrale. In quella stagione, sempre tra campionato e Coppe, Trilly Mertens non scrisse il suo nome nel tabellino dei marcatori per ben 11 partite consecutive.

Attenzione però, perchè è vero che furono 11 le gare consecutive giocate da Dries, però per un totale di appena 261 minuti, perchè all’epoca non era titolare fisso e si giocava il posto con Insigne. Bisogna andare alla stagione 2017-2018 per ritrovare un dato peggiore di quello attuale, con 8 partite consecutive senza timbrare il cartellino per un totale in minuti di 719: è decisamente questo il periodo più lungo senza vedere una rete di Mertens.

Anche nel 2018-2019 il belga-napoletano è rimasto a digiuno per 7 partire di fila, con un totale minuti pari a 430, cioè una mezzora in meno rispetto al rendimento preso in esame quest’anno. Insomma, non c’è nel Napoli un problema Mertens, anche perchè di occasioni per segnare ne sta avendo comunque e, se non sono andate a buon fine, è soltanto perchè il bomber azzurro non attraversa uno straordinario periodo di forma.

Una squadra che promette bene

Per Gattuso è molto importante, invece, che la sua squadra stia riuscendo a fare risultato nonostante il periodo di appannamento, determinato anche dalla mancanza di due calciatori fondamentali per dare al centrocampo il necessario ricambio: Elmas e Zielinski sono rimasti fermi per 23 giorni e il duo Fabian-Bakayoko ha dovuto fare gli straordinari.

Contro il Benevento (1-2), a San Sebastian con la Real Sociedad (0-1), in Croazia con il Rijeka (1-2) e domenica al Dall’Ara (0-1), il Napoli ha fatto bottino pieno con il minimo scarto, pur avendo avuto svariate palle-gol per rendere più pingue il punteggio.

Ed è questo il punto sul quale Ringhio dovrà continuare a lavorare, la freddezza ed il cinismo in fase realizzativa, anche perchè il Napoli è la squadra che, in media, tira di più tra i 5 top campionati europei: dietro agli azzurri ci sono il Rennes ed il Lipsia.

Nel momento in cui gli azzurri ritroveranno la lucidità sotto la porta avversaria, allora sì che anche Gattuso avrà il piacere di uscire allo scoperto e di ammettere che, in cui campionato così mediocre e controverso, anche il Napoli può dire la sua nella corsa al titolo di campione d’Italia.