Da eroe a traditore: Malmo non perdona Zlatan Ibrahimovic. La città che ha dato i natali al fuoriclasse svedese si è sentita tradita dalla scelta di Zlatan di acquistare le quote del club rivale, l’Hammarby di Stoccolma e, per questo, minaccia di rimuovere la statua dedicata in ottobre al suo cittadino più illustre, peraltro già vandalizzata nei giorni scorsi.

Una bomba sociale?

Sul tavolo del sindaco di Malmo sono cominciate a piovere richieste di rimozione della statua, finita del mirino di contestatori appartenenti anche a frange estreme della destra svedese. La statua di Ibra sta diventando una vera e propria bomba sociale in Svezia, visto che molti dei contestatori rimproverano (se così si può dire…) a Ibra le sue origini bosniache con epiteti di chiaro stampo razzista.

Parola al sindaco

550 le richieste già pervenute in Comune. E, con ogni probabilità, non è ancora finita. La legge svedese prevede che, superata la soglia delle 100 segnalazioni, la questione debba essere discussa in consiglio comunale. Cosa che avverrà a stretto giro di posta, per evitare nuovi disordini: la statua di Ibra è attualmente sorvegliata da un istituto di vigilanza privata.

La provocazione: un’altra statua

In tutto questo c’è anche una proposta provocatoria, ma senz’altro più pacifica, avanzata da un tifoso del Malmo: costruire un’altra statua, più alta di 10 centimetri rispetto a quella di Ibra, da dedicare alla bandiera del Malmo Markus Rosenberg (286 presenze con la maglia biancoblu tra il 2001-2005 e 2014-2019). Una maniera senz’altro più civile di esprimere il proprio dissenso nei confronti dell’ex idolo di casa.

Markus Rosenberg