I tifosi del Malmo sono letteralmente furiosi con Zlatan Ibrahimovic, tanto da aver dato fuoco alla statua recentemente inaugurata in onore del loro più illustre concittadino. Il motivo di tale astio va ricercato nell‘annuncio dato ieri via social, da Ibra, che diventerà uno dei proprietari del club svedese dell’Hammarby, eterno rivale del ‘suo’ Malmo.

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Statua a fuoco

Ecco spiegato il motivo che ha spinto l‘ala più facinorosa dei tifosi del Malmo a presentarsi con benzina e accendini al cospetto della statua del loro (ex?) beniamino. L’Ibra di metallo è stato inoltre ‘addobbato’ con un sacchetto di plastica sul volto e dall’ asse di un gabinetto infilata a mo’ di tracolla. Da giorni in città serpeggiava delusione per l’accostamento di Ibra all’Hammarby, club della capitale Stoccolma e acerrimo rivale della formazione locale.

Episodi di razzismo

Da Malmo non è ancora tutto, purtroppo. Scritte razziste e minacce di morte rivolte al giocatore sono comparse nei pressi della statua, mentre sul portone dell’abitazione di Ibra (che è stato bersagliato con del pesce marcio) campeggia a caratteri cubitali la scritta “Giuda”.

La porta imbrattata di casa Ibrahimovic

La difesa di Ibra

Anche Ibra è stato letteralmente colto di sorpresa dalle proteste dei tifosi, come testimonia l’intervista rilasciata appena qualche giorno ai media svedesi, nella quale illustra gli obiettivi della sua avventura con l’Hammarby:

Questo non ha nulla a che fare col Malmoe. Quando si va in quel club si parla dello Zlatan calciatore e penso che i tifosi rispettino questo. Ho un buon rapporto con il Malmoe ma questo non ha nulla a che fare con me in quanto calciatore. Penso che la gente a Malmoe sia felice per me