Negli anni, abbiamo imparato a conoscere Massimo Cellino come uno dei Presidenti più scaramantici del calcio italiano: dal rifiuto a giocare con il pallone viola, fino a benedizioni e spargimenti di sale per allontanare il malocchio. Ma l’ultima trovata del Presidente del Brescia riguarda il numero 17, già esorcizzato ai tempi di Cagliari quando i seggiolini dello stadio Sant’Elia furono ribattezzati 16bis per non incappare nel numero sfortunato…



17 milioni? No, 16,999.999!

Protagonista indiretto della vicenda il centrocampista Sandro Tonali, che lo scorso anno era passato al Milan con un prestito oneroso di 10 milioni: dopo aver rinegoziato i termini del riscatto, Milan e Brescia hanno finalmente trovato l’accordo per una cifra di 7 milioni più 3 di bonus. Tutto risolto? No, non esattamente. Perché Cellino non poteva proprio sopportare di incassare 17 milioni (10 +7) per Tonali, e così ha concesso un’ulteriore sconto (se possiamo chiamarlo così) ai rossoneri, fissando il prezzo a 6 milioni e 999 mila euro.



La rinuncia di Sandro

Pur di rimanere al Milan, Sandro Tonali ha accettato l’idea di rinunciare a circa mezzo milione di euro a stagione. Un anno fa, il centrocampista classe 2000 aveva firmato un contratto da 2 milioni di euro a stagione con i rossoneri, ma ora apporrà la firma su un un nuovo accordo fino al 2025 con uno stipendio decisamente più basso. Una scelta di cuore fatta per giocare la prossima Champions League con la maglia del Milan. Anzi, del suo Milan.