Povero Van Persie! L’ex attaccante olandese ricorda ancora oggi lo schiaffo assestatogli da Louis Van Gaal ai Mondiali 2014:

La partita è arrivata ai supplementari e io avevo i crampi. Louis mi ha urlato ‘ti sostituisco’, io mi sono girato e ho risposto ‘no, no, ci sono i rigori’. Ma gli ultimi 20 minuti sono stati fisicamente un inferno per me. Van Gaal lo vedeva ed era furioso. Quando la partita è finita e ci siamo avvicinati alla panchina prima dei rigori, mi si è avvicinato e mi ha colpito. Bang, mi ha dato uno schiaffone a mano aperta e tutto arrabbiato mi ha detto ‘non farmi mai più una cosa del genere’. Io l’ho guardato assolutamente perplesso, lui mi ha detto soltanto ‘adesso riprenditi e vedi di segnare il tuo rigore’. E sono contento di averlo fatto. Ma quando ripenso a quella scena, descrive perfettamente Louis. A volte ti abbraccia, altre ti picchia.

Uno è di troppo

Quel ceffone segnò l’inizio della fine del rapporto tra Van Gaal e Van Persie, costretto a lasciare Manchester per imposizione del tecnico olandese:

Mi ha detto in maniera molto dura ‘tu sei il giocatore e io l’allenatore. Io non me ne vado, quindi te ne devi andare tu. Il tuo tempo a Manchester è finito’. La mia famiglia si trovava bene a Manchester, quindi gli ho risposto ‘ questo lo dici tu, ho un contratto per un altro anno’. Ma lui era convinto: ‘te ne devi comunque andare’. Gli ho chiesto di spiegarmi cosa avevo fatto di male, perchè non capivo. E lui mi ha detto ‘c’è una differenza tra il Van Gaal che allena la nazionale e quello che allena un club’. Io gli ho detto che non avremmo mai trovato un accordo al riguardo, gli ho stretto la mano e me ne sono andato. Se l’ho incolpato per come sono andate le cose? Certo, ha fatto male a me e alla mia famiglia. Ok, avevo avuto qualche infortunio, ma avevo giocato comunque, lavorando come un pazzo e dando tutto. Ecco perchè un messaggio del genere era duro da accettare