Roberto Mancini, ovviamente, ma non solo. Se dovessimo cercare un altro artefice del trionfo dell’Italia all’Europeo, potremmo (un po’ a sorpresa) fare il nome di Zdenek Zeman. Tre degli uomini chiave di questa Nazionale infatti sono stati forgiati dai duri insegnamenti del boemo…



“Che gioia vedere i miei ragazzi!”

Stiamo parlando, ovviamente, di Ciro Immobile e Lorenzo Insigne, due terzi del tridente offensivo del Mancio, sbocciati calcisticamente a Pescara sotto la guida del boemo. Con loro, ovviamente, anche Marco Verratti, assente all’esordio per infortunio ma punto fermo del 4-3-3 del cittì. Quel Pescara, era la stagione 2011/12, dominò il campionato di serie B stabilendo il ricordo di 90 gol complessivi, 28 a firma di Immobile (capocannoniere del torneo) e 18 a firma di Insigne, autore anche di 14 assist. Oggi, che Insigne e Immobile duettano anche in maglia azzurra, il boemo si concede uno dei rari sorrisi della sua carriera:

Ciro e Lorenzo mi hanno riportato alla mente ricordi e sensazioni del passato. Ricordo quando quando vestivano la maglia del Pescara sotto la mia guida. Con l’Italia contro la Turchia ho rivisto la loro intesa di un tempo, quel magnifico trovarsi ad occhi chiusi, il parlare una stessa lingua, il saper fare quei movimenti con e senza palla. Spero e credo di aver contribuito a insegnargli queste cose

Un tempo il suo 4-3-3 veniva ribattezzato Zemanlandia a testimonianza dell’alto coefficiente di spettacolarità e calcio offensivo: un sistema di gioco che i più hanno sempre giudicato idoneo per le piccole squadre e non per le grandi del nostro campionato. Su una cosa, però, non si può proprio obiettare: pochi allenatori nella storia del calcio italiano hanno saputo lavorare con i giovani al pari di Zeman, un Maestro di calcio che appartiene ormai ad un’altra era calcistica. Di cui però, ancora oggi, raccogliamo i frutti.