Ultimi giorni di campagna elettorale in casa Barcellona: le elezioni del prossimo 7 marzo saranno decisive per il futuro del club e, con ogni probabilità, anche per quello di Leo Messi. L’argentino infatti, è stato chiaro: prima di decidere se restare o meno in Catalogna, vuole valutare con attenzione il verdetto delle urne…



Una poltrona per tre

A sfidarsi per succedere alla gestione Bartomeu (arrestato ieri in seguito allo scandalo Barçagate) ci sono tre candidati: Joan Laporta, già Presidente del club  tra il 2003 e il 2010, Víctor Font e Toni Freixa. E proprio l’ex Presidente Laporta ha voluto giocarsi l’asso nella manica nel corso di uno degli ultimi dibattiti pre-elettorali organizzato dal Grupo Godó (Mundo Deportivo, La Vanguardia, RAC1 e 8TV):

Può darsi che non possiamo competere a livello monetario, ma Messi non è guidato dal denaro. Vuole finire la sua carriera sportiva il più in alto possibile. Con Messi ho un rapporto di stima e rispetto. Sono sicuro che se un altro candidato vince, non continuerà a giocare nel Barça…

Una minaccia bella e buona, quella di Laporta, che ha come fine convincere gli ultimi indecisi in vista del voto.

Messi via? Il fisco spagnolo trema!

Dovesse dire addio al Barcellona, a rimpiangere Messi non sarebbero solo il club e i tifosi, ma anche il Fisco spagnolo, che perderebbe la sua gallina dalle uova d’oro: si calcola infatti che dal 2017 ad oggi, l’argentino abbia versato nelle tasse dello Stato la cifra monstre di 370 milioni di euro, 275 dei quali relativi ad imposte sul reddito! L’addio della Pulce sarebbe un vero e proprio bagno di sangue per l’erario, che ha incassato da Messi quanto avrebbe complessivamente ricavato da 120 mila contribuenti.