Bjon Borg è stato uno dei tennisti più forti (e vincenti) di sempre. Numero uno del mondo per quasi quattro anni (dal 23 agosto 1977 al 2 agosto 1981), lo svedese ha vinto 11 titoli dello Slam (sei volte il Roland Garros, cinque edizioni di Wimbledon). Con il suo stile, ha contribuito a rendere il tennis uno sport globale. In campo era indistruttibile con la sua racchetta di legno…

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La racchetta di Borg…

Non fatevi ingannare dalle racchette di oggi, super evolute, potenti, maneggevoli e incredibilmente leggere. Ai tempi in cui Bjon Borg era il N.1 del tennis mondiale, si giocava con le racchette di legno… Lo svedese si affidava alla ormai leggendaria Donnay (azienda belga produttrice di racchette dal lontano 1934). Per la sua epoca, era una racchetta piuttosto moderna. Bjon Borg era solito usare una tensione impossibile per chiunque altro (si narra che, di notte, se ne rompevano tante per la troppa tensione delle corde). Cercava potenza e controllo… Nel 1975, è sceso in campo con la Donnay Diamond, poi si è innamorato della Allwood… La racchetta di legno è durata sino agli anni ’80, con l’arrivo della graphite che ha spazzato via tutti i campioni abituati al tocco della racchetta di legno, Bion Borg compreso…

Quando a 25 anni mi sono reso conto che ormai non mi importava più molto, ho capito che non avevo più la voglia di continuare, stavo andando contro la mia personalità

Il folle ritorno nel 1991

Ritiratosi nel 1983 (ma di fatto, dal 1981, non eccelleva più), Bjon Borg ha deciso di tornare in campo nel 1991. Esattamente il 23 aprile 1991, a distanza di quasi otto anni dalla sua ultima gara da professionista, lo svedese, allora 34enne, torna a giocare. Sceglie Montecarlo per rimettersi in gioco. Non abbandona la sua racchetta di legno, nonostante ormai tutti i migliori usino super avanzate racchette in grafite. La partita, contro Jordi Arrese, finisce male (6-2, 6-3 per lo spagnolo). L’anno successivo ci riprova, questa volta con una racchetta di nuova generazione, ma va anche peggio… Meglio lasciar stare e conservare, con cura, i ricordi di quando, con la sua Donnay, era il re del tennis…