Si stimano, vanno d’accordo e, a fine gara, si sono scambiati anche un caloroso abbraccio che suonava di complimenti reciproci. Tra Thomas Tuchel e Pep Guardiola non c’è quel dualismo che, spesso e volentieri, ha fatto da sfondo alle finali di Champions degli ultimi anni. Anzi: in più di un’occasione, il tecnico tedesco del Chelsea (vera e propria bestia nera di Pep e del suo City) ha dichiarato di ispirarsi alla filosofia calcistica dell’allenatore catalano…



Quella volta al ristorante…

In particolare, è nel corso del loro primo incontro che Tuchel ha iniziato a elaborare la strategia giusta per provare a battere Guardiola, in quel momento considerato l’allenatore più forte al mondo:

Ho sempre avuto grande stima e ammirazione per Guardiola: lui per me era un modello quando ho iniziato la mia carriera da allenatore. Ricordo che una volta, quando allenavo il Magonza, ebbi la fortuna di poter cenare con lui: abbiamo usato il sale, il pepe e i calici di vino come pedine per parlare di tattica. Mi è spiaciuto rovinargli la cena, ma dovevo sfruttare assolutamente quell’occasione per parlare di calcio insieme a lui e carpirne i segreti!



“Non avrei mai pensato di vincerla!”

Sembrava un’occasione unica e irripetibile, quella di parlare e confrontarsi con il proprio idolo e, invece, Tuchel e Guardiola si sono ritrovati sulle rispettive panchine in finale di Champions. Un sogno per il tecnico tedesco, uscito peraltro vincitore dal confronto:

Come abbiamo vinto a battere Guardiola e il suo City? Con convinzione, un po’ di fortuna e il giusto atteggiamento. Abbiamo pressato alto, è stato davvero difficile giocare contro questa squadra. E’ ovvio serve sempre un po’ di fortuna, l’abbiamo avuta e sono così contento. A volte sembra impossibile quando ho iniziato ad allenare. Non credevo di poter alzare questa coppa e il sogno si è realizzato. Non vedevo l’ora arrivasse questo momento.