Sembra ieri quando un giovanissimo ragazzo tutto capelli rossi e lentiggini faceva timidamente il suo debutto in Premier League con la maglia dell’Everton, squadra della sua città. Un’immagine vista e rivista, negli ultimi 20 anni: era infatti il 2002 quando il 16enne Wayne Rooney debuttava nel calcio di grandi, quello che sarebbe stato il suo salotto per i 20 anni successivi. Oggi Rooney, qualche capello in meno e 35 primavere sulle spalle, dopo un’esperienza in America al D.C. United, proficua per il portafoglio ma anche per il suo personal score, è tornato in Patria per guidare l’attacco del Derby County, formazione inchiodata all’ultimo posto della Championship, la seguitissima serie B inglese. In seguito all’esonero del tecnico Phillip Cocu, la governance del club ha deciso di affidare temporaneamente la guida della squadra proprio a Rooney.



“Voglio diventare allenatore”

Logico quindi, con queste premesse, che Rooney -un solo gol in 8 presenze- cominci già a pensare a come riempire la fase due della sua vita. E, nei piani di Wayne, c’è l’idea di seguire le orme del maestro Sir Alex Ferguson, suo allenatore ai tempi dello United, ma anche quelle di due leader della Nazionale inglese dei suoi tempi:

Negli ultimi anni sono sempre stato chiaro, la mia ambizione e’ quella di allenare, voglio fare l’allenatore e voglio avere i successi che stanno ottenendo Steven Gerrard e Frank Lampard. So di essere verso la fine della mia carriera. Dovremo aspettare e vedere cosa succedera’ in futuro



Arriva lo sceicco?

E chissà che la prima panchina per Rooney allenatore non possa essere proprio quella del Derby County, visto che nelle ultime settimane circola con insistenza la voce che il club inglese possa essere acquistato dallo sceicco Khaled bin Zayed Al-Nahyan, cugino del proprietario del Manchester City, Cheikh Mansour.

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