Due rette che corrono parallele senza toccarsi mai: così potremmo definire Pep e Mou… Ma qual è la differenza tra i due tecnici? A spiegarla è Guardiola…

Solito Tottenham

Per chi, come il City di Guardiola, gioca a viso aperto, il Tottenham di Mourinho può rivelarsi l’avversario più ostico da affrontare per quella capacità di chiudersi a riccio privando di sbocchi la manovra avversaria:

Avremmo potuto giocare una partita migliore. Non siamo stati in grado di difendere bene in occasione del primo gol, poi il Tottenham ha giocato come sempre fatto per tutta la stagione. Si sono messi in sei dietro il pallone e così via per tutta la partita. E per noi non è stato affatto facile.

Ripartenze fulminee

Quando crei tanto, ma non concretizzi, finisci per pagare inevitabilmente dazio alle ripartenze del Tottenham, sempre abile ad attendere per colpire in contropiede al momento opportuno:

Siamo stati in grado di andare in gol, ma loro hanno avuto le loro opportunità in contropiede e noi abbiamo perso la partita. Eravamo consapevoli che non avremmo dovuto concedere agli spurs di andare in vantaggio. Alla fine il City ha avuto più palle gol del Tottenham per vincere ma non ci è riuscita. Ed è sempre così quando si gioca contro le squadre di Mourinho. Giochi, sbagli e loro ti puniscono in contropiede. Noi siamo stati molto bravi nel possesso palla, un po’ meno quando siamo arrivati in area di rigore. Ed è lì che si decidono le partite.