Tifoso dell’Atalanta era nel lontano 1963, quando la Dea alzava al cielo la sua prima (e finora unica) Coppa Italia, tifoso dell’Atalanta è oggi, Antonio Percassi. Ma non un tifoso qualsiasi, ma un presidente-tifoso, razza sempre più in via d’estinzione nella giungla del calcio attuale. Eppure il ‘Miracolo Atalanta’ allestito da Percassi e forgiato da Gian Piero Gasperini è ora ad un passo dal suo primo titolo: un trionfo che, dopo la seconda qualificazione consecutiva in Champions League, avrebbe il potere di incidere nella storia il nome di una squadra profondamente radicata nel suo territorio.



“Avevo 10 anni”

Oggi Presidente del club orobico, Percassi è stato anche un arcigno difensore dell’Atalanta, tra 1970 e il 1977, collezionando qualcosa come 110 gettoni in maglia nerazzurra. Ma, come detto, prima ancora era un grande tifoso della Dea, che ha seguito con palpitazione il primo trionfo in Coppa Italia, come ha raccontato ai microfoni della Gazzetta dello Sport:

Nel 1963 avevo 10 anni, ero a Clusone: non c’era la tv, la ascoltai per radio con i miei fratelli e mio papà, tutti pazzi per l’Atalanta. Fu la gioia pura di un bambino. Un trofeo è un premio soprattutto per i tifosi, tanto più dopo un anno in cui è stato impossibile soddisfarli anche con la loro completa presenza: poterlo alzare ha un valore simbolico, soprattutto per una squadra “provinciale” come siamo noi. Ma già il tornare in finale dopo due anni, e contro la Juve, ha un significato preciso: vuol dire che stiamo lavorando bene