Un ultimo sforzo e poi la rimonta sarà completa, dal settimo posto del 21 febbraio al terzo (oppure quarto) di fine campionato, così da rendere concreto l’obiettivo Champions. Manca solo la partita contro il Verona ed un successo per avere la certezza dell’approdo nell’Europa che conta, a prescindere dai risultati che otterranno il Milan a Bergamo e la Juventus contro il Bologna. Di altro il Napoli non riesce a parlare in questi giorni di grande concentrazione da parte di tutto il gruppo squadra: i calciatori e il tecnico Gattuso sono tutti proiettati a consegnare nelle mani di De Laurentiis un obiettivo che vale almeno 50 milioni iniziali e dimostrargli che certe critiche pesanti arrivate dopo la sconfitta contro il Verona dello scorso 24 gennaio, erano esagerate. Ed intempestive, visto il momento di grande difficoltà che stava vivendo la squadra azzurra. Poi, da lunedì si aprirà un altro scenario, al momento tutto da decifrare.

Cosa farà De Laurentiis? Incontrerà Gattuso per proporgli il rinnovo di contratto in virtù dell’ottimo girone di ritorno con il secondo posto a pari punti (42) con l’Atalanta? Perché è questa la vera domanda e non quella che da tempo passa di bocca in bocca tra i tifosi: che fa Gattuso, resta oppure se ne va? Il contratto di Ringhio scade adesso ed in assenza di una nuova proposta, non potrebbe decidere da solo di continuare ad essere l’allenatore del Napoli. Nel mentre lavora quotidianamente per portare la sua squadra nell’Europa dei ricchi, ascolta e legge quotidianamente i nomi degli allenatori che dovrebbero prendere il suo posto.

L’incognita Gattuso

Da Allegri a Spalletti, da Sarri a Galtier, ognuno di loro sembra sia stato contattato dal patron, senza che ci fosse da parte sua, oppure del Calcio Napoli, una smentita in proposito. Probabilmente è una strategia, quella di tenere sulla corda il coach calabrese, perchè, in realtà, la scelta migliore per il patron e per Gattuso sarebbe quella di proseguire un lavoro che ha dimostrato di essere molto competitivo e che nella prossima stagione, anche alla luce delle difficoltà economiche di tanti club europei, potrebbe portare il Napoli a lottare concretamente per lo scudetto. Cambiare, per entrambi, significherebbe rischiare di tornare indietro e cominciare tutto daccapo: per il Napoli, chiunque fosse il nuovo allenatore, dovrebbe costruire un rapporto con lo spogliatoio che oggi è tutto compatto intorno a Ringhio. Parimenti, lo stesso allenatore potrebbe non trovare una panchina che gli permetterebbe di giocare la Champions e dovrebbe farsi amare dal nuovo spogliatoio. Comunque andrà a finire, i tifosi del Napoli sperano che possa esserci una scelta di buon senso e che una lite (seppur accesa) non debba interrompere un progetto tecnico competitivo: nessuno nel mondo del calcio capirebbe il perchè di una separazione inspiegabile.