La riammissione del City alla prossima edizione della Champions riduce il FFP ad una barzelletta: la difformità di giudizio risulta più che mai evidente e Jurgen Klopp non si fa troppi problemi a sottolinearla…

Questione delicata

Se il fine del Fair Play Finanziario doveva essere quello di evitare disparità e sperequazioni, garantendo un sostanziale equilibrio tra i club, la sentenza del Tas ha rimesso tutto in discussione e il tecnico del Liverpool non accoglie favorevolmente la pronuncia del Tribunale di Losanna:

Non so neanche se posso rispondere, è una questione delicata. Non è stato un bel giorno per il calcio, a essere onesti. Il Fair Play Finanziario è una buona idea, protegge le squadre e la competizione, fa in modo che nessuno spenda troppo e che i soldi vengano spesi nelle giuste maniere.

Figli e figliastri

La legge è uguale per tutti, almeno dovrebbe esserlo, ma la mannaia del FFP si abbatte su alcuni club, risparmiandone altri e Klopp si domanda perché:

Non sta a me valutare e dare opinioni, ma credo che tutti debbano rispettare queste regole. Se i club e le nazioni più ricche possono fare quello che vogliono, allora diventa difficile. Dipenderebbe tutto da chi è proprietario del club. In Germania bisogna prendere le licenze ogni anno, i club non sono costruiti intorno a un solo proprietario.

Il lato positivo

Non tutti i mali però vengono per nuocere e Klopp riesce a trovare un lato positivo nella riammissione del City alla prossima Champions:

Sono contento che il City giochi in Champions, almeno avranno altre 10-12 partite a cui pensare. Altrimenti nessun club avrebbe avuto chances di vincere la Premier.