Gianni Agnelli aveva l’occhio lungo, sapeva guardare oltre e a volte riusciva persino a prevedere il futuro, lo sa bene Zibì Boniek, vittima della profezia dell’Avvocato…

Storia di un grande amore

Boniek e l’Avvocato: storia di un grande amore. Anche le storie d’amore più belle però, ci insegna la vita, possono finire. Quando quella tra Zibì Gianni Agnelli giunse al capolinea e l’attaccante polacco fu ceduto agli odiati rivali giallorossi, rimasero comunque stima e affetto reciproci tra i due.

Il ritorno del figliol prodigo

E’ l’11 ottobre 1987, al Comunale è di scena Juventus-Roma: il figliol prodigo torna in quella che per tre stagioni era stata la sua casa. Il giorno prima, Boniek incontra l’Avvocato, che gli rinnova la maledizione. Vi starete chiedendo di quale diavolo di maledizione stiamo parlando…

Maledizione

Dovete sapere che due anni prima, precisamente nell’estate del 1985, Gianni Agnelli aveva vaticinato che Zibì, appena passato alla Roma, non avrebbe mai segnato un gol alla sua ex squadra, la Juve.
Quindi, alla vigilia del big match dell’ottobre ’87, l’Avvocato ricorda al Bello di notte la sua profezia: “Tu i gol li fai per mestiere, ma alla Juventus vorresti farli per piacere, ma credimi, oggi non ci riuscirai“. Non si sbagliava.

Porta stregata

Vinse la Juve 1-0 grazie a un gol di Antonio Cabrini. E Boniek? La sua occasione per spezzare l’incantesimo la ebbe sul suo piede destro, ma la fallì… Alla mezz’ora del primo tempo, l’arbitro fischia un calcio di rigore per in favore della Roma. Zibì sistema il pallone sul dischetto, di fronte a lui l’ex compagno Stefano Tacconi. Boniek calcia, Tacconi para. Al termine della partita, nella pancia del Comunale, Zibì incrocerà di nuovo l’Avvocato e gli dirà: “Aveva ragione lei“. La replica di Agnelli sarà affettuosa, quasi paterna: “Non si dispiaccia Boniek, è stato bravo Tacconi“.