S’infittisce il mistero legato al ritorno in campo di Javier Pastore: il fantasista argentino è sparito dai radar dal 28 giugno scorso quando, subentrando a Cristante negli ultimi 9 minuti, giocava i suoi ultimi palloni in serie A. Da allora più nessuna notizia di Javier Pastore, trequartista argentino della Roma che, nei piani di Monchi, avrebbe dovuto rappresentare il valore aggiunto della rosa giallorossa ma che, alla sua terza stagione all’ombra del Cupolone, ha finora raccolto più infortuni che presenze



Zero minuti in stagione

Tanti i problemi registrati dal calciatore argentino nei suoi anni romanisti: l’ultimo in ordine di tempo un edema osseo all’anca, operato lo scorso agosto a Barcellona. Tempi di recupero previsti: tre mesi. Un problema risolto ormai da tempo, visto che il calciatore è tornato a disposizione a fine gennaio: eppure, nelle sei partite giocate da allora dai giallorossi, Pastore non ha raccolto nemmeno un minuto, neanche per riassaporare il campo. Una scelta di Fonseca dovuta, probabilmente, alla condizione fisica precaria dell’argentino.



Disastro a bilancio

Arrivato ormai al suo terzo anno in giallorosso, Pastore non è stato solo un flop sul piano tecnico, ma anche -e soprattutto- a livello economico. Costato quasi 25 milioni e contrattualizzato per 7 milioni di euro lordi a stagione, Pastore ha certamente contribuito in maniera importante alla voragine debitoria che ha inghiottito la società giallorossa. Il tutto a fronte di 32 presenze (solo 19 da titolare) e appena 3 gol all’attivo. Un’operazione sciagurata, sotto ogni punto di vista. E che è ancora ben lungi dal potersi definire conclusa, considerando che Pastore è sotto contratto con la Lupa fino al 30 giugno 2023. Altri due anni e mezzo. Un’ipotesi che in casa Roma un po’ tutti vorrebbero scongiurare, tanto che i legali giallorossi potrebbero valutare anche il ricorso al famoso articolo 117 delle Norme organizzative interne alla Federcalcio. Secondo tale comma un club può ricorrere alla rescissione unilaterale del contratto di un calciatore che, per malattia o infortunio, non sia a disposizione per sei mesi continuativi. Un’ipotesi che, se Pastore non dovesse dare chiari segnali di ripresa, si fa di giorno in giorno sempre più concreta, vista anche la situazione economica in cui versa il club capitolino…


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